Review Party – Il custode della tempesta

Buongiorno amici lettori,

Oggi insieme ad un gruppo di blogger abbiamo letto per voi:

Titolo: Il custode delle tempeste

Autrice: Catherine Doyle

Casa editrice: Mondadori

Data di uscita: 12 marzo 2019

Prezzo: 17 euro

Pagine: 248

Genere: Fantasy per ragazzi 10-14 anni

Sinossi

«Nel silenzio, la mente di Fionn cominciò a ronzare. Ormai non poteva più ignorare la verità: l’aveva vista. L’aveva vissuta. Arranmore traboccava di segreti. Di cose impossibili. Sii coraggioso. L’isola era intrisa di magia. Questa è la tua avventura.»

«Il coraggio è solo questione di scordarsi di avere paura…»

A ogni generazione, l’isola di Arranmore sceglie un Custode delle Tempeste che incarni il suo potere e difenda la sua magia se il Nemico dovesse tornare. E per il nonno di Fionn è giunto il tempo di cedere il passo al nuovo Custode. Fionn ha il terrore del mare, tanto che quando approda ad Arranmore per l’estate, vuole solo tornare sulla terraferma. L’isola della sua stirpe, però, lo aspetta da molto tempo e lo reclama a sé, rivelandogli la sua magia. Presto Fionn si lascerà sedurre dalla ricerca di una grotta sommersa, capace di esaudire i desideri. Ma una forza malvagia si sta destando nelle profondità dell’isola, ed è più vicina a lui di quanto non immagini.

«Il Custode delle Tempeste vi toccherà nel profondo… Una nuova voce nel mondo fantasy: solida, appassionata, eccezionale!» EOIN COLFER,AUTORE DELLA SERIE ARTEMIS FOWL

«Magico e travolgente come le onde del mare.» KATHERINE RUNDELL

«Esilarante e pieno di immaginazione.» REBECCA STEAD

 

L’autrice

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Catherine Doyle ècresciuta sulle sponde dell’oceano Atlantico, nell’Ovest dell’Irlanda. L’amore per le leggende e i grandimiti della sua terra hanno instillato in lei l’ambizione di diventare scrittrice, influenzando fortemente Il Custode delle Tempeste, suo esordio nella narrativa per ragazzi. Insignito di diversi riconoscimenti –tra cui la candidatura al CILIP Carnegie Medal 2019 –e tradotto in dodici lingue, il libro è stato ispirato dall’ancestrale isola di Arranmore, dove vissero i suoi nonni, e dalle avventure dei suoi tanti antenati navigatori.

 

Review

 

Cominciamo con il review party.

Come prima cosa mi piacerebbe sottolineare che questo libro per ragazzi tratta numerose e importanti tematiche.

Prima di tutti i rapporti familiari:

  • crescere senza un genitore;
  • preoccuparsi per la fragilità del genitore superstite;
  • i rapporti spesso conflittuali tra fratelli;
  • l’importanza del bagaglio di esperienze dei nonni;
  • il passaggio generazionale.

Queste tematiche per niente banali sono state trattate egregiamente dall’autrice e per niente minimizzate.

Inoltre il libro narra di amicizia e della ricerca della fiducia in se stessi che spesso tocca i bambini che si affacciano all’adolescenza.

Passiamo ora alla storia.

Devo dire che il libro contiene davvero molti spunti interessanti.

Primo tra tutti l’isola sulla quale si snocciola la trama. L’isola di Arranmore è viva e influisce sulle vite dei propri isolani. Una sorta di mamma chioccia che fa di tutto per proteggere i propri “figli” e tenere lontani i pericoli.

L’isola è piena di storia e di leggende ed è lei a scegliere i custodi delle tempeste e i loro scopi.

I custodi delle tempeste hanno il potere degli elementi e di poter accedere ai doni di Draga, il primo difensore dell’isola.

I doni sono: la grotta dei desideri, l’albero che prevede il futuro, l’esercito di mostri marini e un cavallo alato.

Il libro si concentra sul primo dono, la grotta dei desideri.

Una grotta che contiene sia luci sia ombre in grado si esaudire un desiderio per generazione.

Un altro aspetto interessantissimo del libro riguarda le candele. Le candele permettono, a chi le accende, di viaggiare nel tempo attraverso i vari strati dell’isola. Un’idea stupenda a mio avviso e usata tremendamente bene per far sviluppare la storia.

Anche la trama che si snocciola intorno al padre di Fionn l’ho trovata davvero geniale e da quel tocco in più al libro.

Insomma questo libro è una conchiglia piena di piccole perle, consigliato per i ragazzi di età compresa tra i 10 e i 14 anni.

 

Copertina

Passiamo infine a parlare della copertina. Per chi mi conosce da un po’ sa che è uno degli aspetti di un libro che valuto sempre. Allora secondo me è proprio adatta al target a cui si rivolge il libro. Il fumo della candela che diventa nuvola è carino. Inoltre trasmette subito l’idea di avventura, cosa non da poco per una copertina.

 

Mi raccomando andate a dare un’occhiata anche agli altri blog che partecipano all’iniziativa.

 

 

Come voto complessivo darei un bel:

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E voi che ne pensate, vi ispira?

Anima in Penna

 

Review Party – La ragazza invisibile

Buongiorno amici lettori,

Oggi insieme ad un gruppo di blogger abbiamo letto per voi:

Titolo: La ragazza invisibile

Autrice: Blue Jeans

Casa editrice: Dea Planeta

Data di uscita: 26 febbraio 2019

Genere: Thriller

Sinossi

Una mattina di maggio Aurora Ríos viene trovata morta nella palestra della scuola. Qualcuno le ha inflitto un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato vicino al corpo martoriato uno strano indizio: una bussola. È forse questo il primo momento in cui i compagni si accorgono veramente di Aurora, la “ragazza invisibile”. A diciassette anni, Aurora non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei. La sua morte fa chiasso, forse troppo, finché tutti ammutoliscono. Perché all’improvviso tutti a scuola vengono sospettati per il delitto. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo? Julia Plaza è ossessionata da questa domanda. Compagna di classe di Aurora, Julia ha un’intelligenza straordinaria e una memoria prodigiosa, ed è in grado di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. Così, quasi per gioco, e con l’aiuto del suo migliore amico Emilio, inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui Julia non può più uscire: perché niente è come sembra e l’assassino della bussola potrebbe essere proprio accanto a lei.

 

L’autore

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Francisco de Paula Fernandez Gonzalez è partito dai social per conquistare l’attenzione dei grandi editori ed è diventato uno scrittore bestseller, con oltre 1,2 milioni di copie vendute e 300 mila followers. E’ anche uno dei pochi autori spagnoli ad aver raggiunto più di 100 trending topics mondiali e nazionali. Considerato il Federico Moccia spagnolo, in Italia si fa conoscere con il suo undicesimo libro, ‘La ragazza invisibile’ – primo titolo di una nuova trilogia che segna il suo esordio nella suspence, senza più cuoricini in copertina

 

Review

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Cominciamo con il review party.

Quello che colpisce subito di questo libro è il teen drama mascherato da Thriller.

Non è comune trovare un thriller che allo stesso tempo, oltre agli omicidi, tratti anche di tematiche adolescenziali.

Questa storia viene quasi completamente narrata dal punto di vista di alcuni adolescenti. Julia in particolare.

Julia è una ragazza molto dotata, con un quoziente intellettivo altissimo e con una memoria fotografica.

Queste caratteristiche sono quelle che l’aiuteranno a far luce sul caso che ha colpito una sua compagna di classe.

Poi abbiamo Emilio, l’amico di sempre. Ivan il ragazzo per il quale Julia ha una cotta. Vanessa e Ingrid le ragazze in della classe.

Ovviamente non possono mancare gli adulti. La storia ci propone diversi personaggi ognuno con le proprie caratteristiche e le proprie problematiche.

Tutte figure umane credibili e tridimensionali.

Secondo me occorre riconoscere all’autore la capacità di aver svelato pochi indizi, poco per volta, senza lasciar trapelare niente al lettore.

Non so voi, ma io se leggendo un thriller scopro chi sia il colpevole prima del protagonista, mi innervosisco abbastanza.

D’altro canto se sul piatto non ci sono abbastanza indizi è un po’ difficile accettare una soluzione che viene appiccicata alla fine del libro.

Fortunatamente questo non è il caso de “La ragazza invisibile”.

In questo libro vengono introdotti molti personaggi e quasi tutti possono essere sospettati di omicidio, ma la verità viene svelata solo alla fine.

I colpi di scena non mancano, come anche l’amore che accarezza ogni pagina della storia. Amore che si manifesta in tutte le sue forme, eterosessuale, bisessuale.

Tematiche importanti pennellate con leggerezza come se l’autore volesse lasciar intendere la normalità di ogni tipo di forma d’amore.

Sorprendente sicuramente il finale che nessuno si potrebbe aspettare e che lascia aperta la porta ad un possibile seguito.

Insomma un thriller leggero e poco impegnativo, ma capace di intrattenere il lettore per qualche ora.

 

Copertina

Passiamo infine a parlare della copertina. Per chi mi conosce da un po’ sa che è uno degli aspetti di un libro che valuto sempre. Allora adoro il font utilizzato. E’ stupendo e ricorda un po’ il gesso sulla lavagna, come nelle scuole. Ed essendo ambientato a scuola è carino il riferimento. L’immagine della ragazza non è niente di che ma serve ad attirare l’attenzione.

 

Mi raccomando andate a dare un’occhiata anche agli altri blog che partecipano all’iniziativa.

 

Come voto complessivo darei un bel:

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E voi che ne pensate, vi ispira?

Anima in Penna

 

Cover reveal- Rum e segreti

Buongiorno, lettori,

Oggi il piacere di mostrarvi la cover del terzo romanzo di Jane Rose Caruso dedicato a Miss Garnette Catharine Book e alle sue avventure, culinarie e non.

Buona visione!

Il libro è:

Rum e segreti

 

Titolo: Rum e segreti

Autore: Jane Rose Caluso

Data di pubblicazione: Aprile 2019

Formato: cartaceo – ebook

 

Nelle puntate precedenti

Il primo volume – Spezie e desideri

Miss Garnette Catharine Book è una donna straordinaria: i suoi deliziosi manicaretti hanno un potere speciale, curano i malanni dell’anima. Gli abitanti di Beltory, la tranquilla cittadina sul mare dove Miss Catharine Book vive, lo sanno benissimo, ecco perché si rivolgono a lei quando qualcosa non va: che si tratti di stanchezza, tristezza o affari di cuore, Miss Garnette Catharine Book troverà la soluzione con le sue spezie. Morti sospette, cuori infranti,visite a sorpresa, infusi speciali e profumate torte sono gli ingredienti di questo bizzarro e dolcissimo ricettario del cuore, il primo volume delle avventure di Miss Garnette Catharine Book.

Novella 1.5 – Un tè alla zucca

Sta arrivando la fatidica notte del 31 Ottobre e la magica ‘Pumpkins Dinner’ è vicina. La zucca, con le sue mille sfumature, impreziosirà ogni ricetta, accompagnando l’arrivo della stagione invernale. A Beltory ci si prepara al grande evento, quando una strana malattia colpisce proprio le zucche! Cosa sta succedendo? Ancora una volta gli abitanti chiederanno aiuto a Miss Garnette Catharine Book e alle sue magiche spezie. Riuscirà anche stavolta a risolvere l’enigma e a ristabilire l’armonia a Beltory?

Il secondo volume – Strenne e cannella

Miss Book e Prudence partono per Borringhton, dove sono state invitate dai cugini Lorribrie nella loro tenuta per Natale. Complice una violenta bufera, il viaggio in treno si rivela ricco di sorprese, fatti inquietanti e nuove conoscenze, fra cui l’arcigno e arrogante Barone Lorkingard, pronto a prendersi gioco di tutto, compreso il Natale. Ma non mancano le vecchie amicizie: Miss Bennet, che ha bisogno dell’aiuto di Miss Book per prendere la decisione più importante della sua vita o i cugini Lorribrie, sbadati e distratti, alle prese con una disattenzione che potrebbe rovinare le feste…Questa volta il compito di Miss Book sarà davvero difficile: riuscirà, con l’aiuto delle sue magiche ricette, a salvare il Natale?

 

L’autrice

Bonjour! I’ m Jane Rose (un tempo Chocolate Rose Style). Sono una persona difficile da gestire. Sono complicata, surreale e sognatrice 💭 La tristezza va di pari passo con la felicità. La nostalgia con la voglia di viaggiare. I sorrisi si sbiadiscono velocemente se non c’è qualcuno a ravvivarli sempre, come un fuoco 🔥 che arde, una primavera che sboccia.

Sono solare ma mi riempio spesso di nubi, le spine mi fanno male e mi pungono così violentemente da farmi sanguinare per giorni. Faccio un milione di cose, alcune sbagliate altre belle, altre complicate, altre irrazionali.

Lavoro alle mie passioni con amore 💖 non scelgo ma amo essere scelta per ciò che faccio e molte volte questo mi penalizza. Cerco di dare il massimo in tutto quello che mi danno, di esaltare, di rendere bello, di colpire di studiare la luce 💡 la fonte e la dinamica giusta per rendere qualcosa di unico …meraviglioso, da ammirare sotto una nuova luce, anche solo per un riflesso.

Sono complicata da gestire ma ho un cuore tenero che spesso va in frantumi, fragile, malinconico e infinitamente innamorato della bellezza.

Non ho ancora trovato un posto da chiamare ‘casa’ dov’è il cuore ma è un sogno e lo realizzerò, perché alcune volte ci credo, altre mi perdo, altre mi sforzo di non pensarci ma riuscirò a salpare sulla nave dei desideri, riuscirò oltre le barriere, oltre il nulla, oltre tutto a salvare questa mia anima.

Forse non vi ho raccontato nulla di me ma mi piace presentarmi con queste parole e farmi scoprire attraverso le righe. Potrei dirvi che sono un avvocato spezzato, una blogger da anni (Founder del sito La Fenice Magazine), una narra-storie (il mio libro Spezie e Desideri), una fotografa di emozioni, una mamma di un bambino di un anno e di tre cagnolini, sono una realizzatrice di sogni.

Io non vedo l’ora di leggerlo, non perdetevelo!

 

Anima in Penna

Intervista a Lili Hayward

Buongiorno amici lettori,

ecco per voi una grossissima novità. Anima in Penna sforna una freschissima e inedita intervista con un’autrice diventata famosa in tutto il mondo con il suo ultimo e splendido libro.

Sto parlando della bravissima Lili Hayward autrice di:

Il gatto che scoprì il Natale

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Lili è nata nel Sud dell’Inghilterra e nutre un profondo amore per tutto ciò che è nascosto, perduto e storico. Quando non scrive (o non legge), si aggira per le librerie o lavora ai vari progetti di orti urbani di cui è responsabile. Vive con il compagno nella West country e si gode la compagnia di due bellissimi gatti ex randagi.

 

 

 

 

 

Allora cominciamo con l’intervista!!!!

 

 

  1. Hai sempre saputo di voler diventare una scrittrice?

No, davvero! Per molto tempo non ero sicura di cosa volessi fare … Ho pensato di fare l’archeologa, e poi un regista teatrale. Suppongo che la scrittura combini tutte le cose che ho amato: la ricerca può sembrare archeologia, scoprendo i vari livelli di significato, mentre l’aspetto registico – che combina elementi diversi – da un senso a tutto.

  1. Quando è nata la sua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura è nata dalla mia passione per la lettura. Sono stata molto fortunata da piccola, perché i miei genitori leggevano molto per me e mia sorella, e c’erano sempre libri in giro. Ci hanno incoraggiato a leggere tutto ciò che volevamo. Ci hanno rese molto fantasiose. Ho inventato storie sin da quando riesco a ricordare: racconti, parti di opere teatrali, poesie … Infine, quando avevo diciannove anni e ho preso un anno di pausa prima dell’università e ho iniziato a scrivere un romanzo. Da allora non ho più smesso.

  1. Quale altro autore ammiri?

Ce ne sono troppi da nominare! Ma i primi che mi vengono in mente sono W.G. Sebald, Alan Garner, Rumer Godden, Angela Carter … In termini di scrittori contemporanei, amo Catherynne M. Valente e Aliya Whiteley.

  1. Qual è il tuo libro preferito?

È impossibile rispondere a questa domanda?! J.

  1. Parlaci della tua routine di scrittura, com’è una tipica giornata di scrittura per te?

Sono abbastanza fortunata da poter scrivere tutto il giorno al momento (scrivo sotto altri due pseudonimi, shhh). Quindi di solito cerco di essere alla mia scrivania alle 08:30 circa. Scrivo meglio al mattino, quindi cerco di fare il più possibile prima di pranzo. Quando mi fermo rimango fuori gioco per alcune ore, quindi mi dedico ad altre attività: marketing, email, faccende giornaliere. Quindi, di solito riesco a inserire un’altra ora o due di scrittura tra le 18 e le 20. Adoro il giardinaggio e ho una porzione di terra che mi tiene impegnata! Spesso lavoro anche come volontaria.

  1. Perché hai deciso di non suddividere la storia in capitoli nel tuo libro?

Tendo a scrivere scene brevi, specialmente in questo libro, dove volevo descrivere l’atmosfera in uno spazio ristretto. Quindi i capitoli sarebbero stati molto brevi! C’è un ritmo che mi piace anche nelle interruzioni naturali: ho pensato che fosse adatto al clima stagionale del libro.

  1. Che cosa ti ha ispirato “il gatto che scoprì il Natale”?

Il gatto che scoprì il Natale è stato ispirato da una visita ad una vera casa della Cornovaglia, immersa nella campagna vicino a Helston. È un paese antico: ci sono pietre erette e misteriose cavità, brughiere, miti e leggende, dove la storia è profondamente radicata, anche nei nomi dei luoghi, Redruth, ad esempio, significa guado rosso in Cornovaglia. Il cottage in cui alloggiavo aveva più di mille anni. Era costruito con pietra grigia, fitta di muschio e felci, e si ergeva da solo in una valle in cui non si può arrivare con le macchine; devi camminare per dieci minuti lungo un sentiero per raggiungerlo. I resti di un’antica strada attraversano il giardino e possono ancora essere visti attraverso l’erba. Era uno dei posti più misteriosi, spettrali e magici che avessi mai visto, denso di storia e storie, e sapevo che dovevo scriverne a riguardo.

  1. Perché hai scelto come “protagonista” un gatto? Ami i gatti?

Ovviamente! Sono al 100% un’amante dei gatti. Ma ad usare un gatto come protagonista mi ha ispirato lo straordinario romanzo postmoderno di E.T.A. Hoffman, The Life and Opinion of the Tomcat Murr (1821).

  1. Nel tuo libro parli della Cornovaglia, ci hai vissuto, o hai studiato il posto? Sei appassionata di folklore e leggende?

Io vivo nel sud-ovest dell’Inghilterra, e i miei genitori vivono nel Devon – una contea vicina alla Cornovaglia. Il padre del mio partner vive in Cornovaglia, quindi ci sono molte connessioni. Ho studiato molto della storia della Cornovaglia per il libro: è una regione affascinante, con un passato molto turbolento di sfruttamento e povertà, marineria e criminalità, oltre a grande bellezza e arte. Il folklore è sempre affascinante, perché può dirci molto sulle convinzioni e le paure delle persone, così come sul loro rapporto intimo con la terra. Alan Garner è un maestro nell’esplorazione del folklore nella narrativa.

  1. A quali storie ti sei ispirata per la parte “mistica” del tuo libro?

Volevo vedere da vicino da dove provenivano le nostre credenze e tradizioni festive; immergendomi sotto tutte le credenze cristiane per vedere gli aspetti più pagani e elementari delle celebrazioni. Cose come la Grande Caccia e l’Uomo Verde, la convinzione di accendere fuochi e torce per dimostrare che una comunità aveva la forza di resistere all’inverno. Penso che – vivendo in città come molti di noi – perdiamo quei forti legami stagionali che sono radicati nelle tradizioni, dalla raccolta delle mele ad Halloween – o All Hall’s Eve, o Samhain, o nos allan gwav – alle feste invernali della luce. Ho cercato di attingere da fonti come Sir Gawain e il cavaliere verde, così come altri rituali pagani che sono ancora celebrati oggi, come il Montol Eve della Cornovaglia.

  1. La protagonista è ispirata a te o a qualcuno che conosci?

C’è probabilmente un sacco di me nella protagonista. Mi piacerebbe scappare in un cottage della Cornovaglia domani!

  1. Cosa significa il Natale per te? E cosa non può mancare nel tuo Natale?

Il Natale per me è soprattutto un sentimento. Adoro le giornate invernali frizzanti, fredde, luminose e le lunghe notti illuminate da caminetti a legna e luci scintillanti. È un periodo dell’anno incantevole, prima che l’inverno diventi vecchio e triste, quando le persone si lasciano andare un po’ e si rilassano scaldandosi in buona compagnia. Non mi importa molto dei regali e delle tradizioni: probabilmente sarei felice di sbarazzarmi di tutti i regali, o di farli molto piccoli, solo dei token. Penso che sia triste quando le aspettative e le spese del Natale diventano un peso. Ho una famiglia piuttosto piccola, ma tendiamo a trascorrere il Natale insieme. Mia nonna ha 98 anni ed è ancora l’anima della festa!

  1. Stai lavorando a qualche nuovo progetto al momento?

Sempre – almeno sotto i miei altri pseudonimi. Spero di tornare presto con un altro libro di Perrin! Rimanete sintonizzati. 🙂

 

Non posso fare altro che ringraziare Liliper la bellissima intervista e per le sue splendide parole e spero di avere ancora l’opportunità, in futuro, di intervistarla sulle sue prossime opere.

Anima in penna

Cover reveal- L’enigma della lingua albanese

Buongiorno amici lettori,

oggi per voi una gustosissima cover reveal. In anteprima, vi mostrerò cover e sinossi di un libro che esce proprio oggi.

Il libro è:

L’enigma della lingua albanese

 

Titolo: L’enigma della lingua albanese

Autore: Elton Varfi

Numero pagine: 530

Data di pubblicazione: 28 novembre 2018

Editore: Self-publishing

Copertina: a cura di Paola Catozza

Link d’acquisto: https://amzn.to/2TJ7MQ2

 

Sinossi

“L’idea che la lingua albanese, discendente dalla lingua pelagica, sia la più antica d’Europa, non è una teoria recente, ma soprattutto non è solo una teoria. Vari albanologi stranieri hanno scritto molto sull’argomento esplicitandosi con prove e fatti attendibili, ma purtroppo gli studiosi albanesi non hanno mostrato seria considerazione nei confronti di questa teoria e, di conseguenza, non hanno svolto studi seri e approfonditi in questa direzione. L’avvento di internet non solo ci ha consentito di effettuare studi più approfonditi in materia, ma ci ha permesso ulteriormente di reperire con facilità i libri, anche datati, che sostengono con forza questa idea. Ed è proprio in difesa di questa idea che il blog l’enigma della lingua albanese fece la sua comparsa nel 2009. Per i successivi tre anni ha pubblicato con regolarità un post alla settimana. Nel 2012, il blog smise la sua attività non perché mancassero argomentazioni ma per insufficienza di tempo a disposizione del suo curatore. Il libro che avete in mano è la raccolta di tutti gli articoli pubblicati durante i quattro anni di intensa attività.

 

 

L’autore

Elton Varfi (Durazzo 1977) vive e lavora a Palermo. Appassionato di storia e di albanologia, da anni si interessa in modo approfondito della ricerca e dello studio di questi due campi culturali. Traduce e pubblica spesso materiali e studi di vari autori. Dal 2009 al 2012 è stato amministratore del blog L’enigma della lingua albanese, consultabile all’indirizzo http://eltonvarfi.blogspot.it. Inoltre appassionato di letteratura gialla e noir, ha pubblicato due libri di questo genere. Il fantasma di Margaret Houg è stato tradotto in spagnolo e in inglese. Il rasoio di Occam è il suo secondo libro del genere giallo-thriller.

 

Io non vedo l’ora di leggerlo, non perdetevelo!

 

Anima in Penna

La fonte magica

Buongiorno amici lettori,

ho scoperto recentemente che Tuck everlasting, film che ho adorato, fosse tratto da un libro. Ovviamente appeno l’ho scoperto sono corsa a comprarlo.

Quindi oggi vi parlerò di:


Risultati immagini per la fonte magica libroTitolo
: La fonte magica

Autore: Natalie Babbitt

Data di pubblicazione: 1975

Genere: Classico per ragazzi

Casa Editrice: Rizzoli

Voto relativo al libro: 7

Voto relativo alla copertina: 6

Trama: In un torrido pomeriggio, spinta dalla solitudine e dalla noia. Winnie scappa di casa, si addentra nel bosco e sorprende un ragazzo bellissimo che si disseta a una fonte. È l’inizio di un’avventura che le trasformerà la vita, di un legame profondo ma anche di un grosso guaio: Winnie non sa ancora che quella fonte porta con sé un segreto inquietante, e che il suo nuovo amico è prigioniero di un incantesimo straordinario e terribile…

 

Recensione

Premetto che non sarà una recensione lunga perché non c’è moltissimo da dire, ma ci tenevo a parlarne.

Magari se avrò tempo rispolvererò la rubrica dai libri ai film.

Dunque, avendo visto il film sapevo già cosa aspettarmi, quindi la storia non mi ha sorpreso.

Quello che mi ha un po’ infastidito è stata la lunghezza del libro. Davvero troppo corto per rendere giustizia alla storia. Non si fa tempo ad immergersi nell’avventura che è già finita.

Per il resto la trama è davvero originale. Winnie è proprio una bambina curiosa e un po’ ingenua. I Tuck li adoro, sono dei personaggi stupendi, che tutti vorrebbero avere come parenti.

Trovo stupenda la contrapposizione tra la rigidità e freddezza della famiglia di Winnie e la spontaneità e grettezza dei Tuck.

Insomma una fonte magica che dona l’immortalità e una famiglia intrappolata su questa terra che ne difende strenuamente il segreto.

Cosa si può chiedere di più a una storia?

Posso segnalarvi che questa edizione contiene anche una bellissima intervista con l’autrice.

Copertina

La cover di questa riedizione non mi ha conquistata. I colori sono troppo cupi e l’immagine non trasmette appieno il contenuto del libro,

 

E voi l’avete letto? Fatemi sapere le vostre opinioni!

Anima in penna

Review Party – L’emporio dei piccoli miracoli

Buongiorno amici lettori,

 

Oggi insieme ad un gruppo di blogger abbiamo letto per voi:

 

Titolo: L’emporio dei piccoli miracoli

Autrice: Keigo Higashino

Casa editrice: Sperling & Kupfer

Data di uscita: 20 novembre 2018

Genere: Narrativa

Sinossi

Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shota, Kohei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario dell’Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shota, Kohei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all’alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent’anni indietro rispetto al loro presente. Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.

 

L’autore

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Keigo Higashino (Osaka, 1958) è un autore di culto in Giappone.
Prima di dedicarsi completamente alla scrittura ha lavorato come ingegnere.
A 27 anni ha vinto il prestigioso premio per inediti Edogawa Rampo. Ha pubblicato saggi, storie per bambini, romanzi, ma è conosciuto soprattutto per i suoi thriller, tutti bestseller pluripremiati dalla critica da cui sono stati tratti film e serie tv di enorme successo. Finalista del Mystery Writers of America Edgar Award, Il sospettato X (Giunti 2012), ha vinto il Naoki Prize, uno dei più prestigiosi premi letterari giapponesi. I suoi libri hanno venduto oltre 15 milioni di copie.

 

Review

Cominciamo con il review party.

Devo dire che non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro, quindi ho iniziato la lettura andando con i piedi di piombo.

Devo ammettere che i primi capitoli non mi avevano conquistato particolarmente.

La scrittura è un po’ diversa da quella a cui sono abituata, quindi ho dovuto un attimo entrare nell’ottica corretta prima di cominciare ad apprezzarla.

Inoltre credo occorra premettere che io sono particolarmente attratta dal Giappone e dai suoi usi e costumi, quindi non appena la lettura è decollata sono rimasta davvero affascinata.

Allora passati i primi capitoli la trama parte a bomba.

La storia è studiata nei minimi dettagli. Il libro è strutturato per mostrarci diverse storie e diversi protagonisti.

Tutte le trame sembrano essere legate tra loro solo dall’emporio, ma in realtà capitolo dopo capitolo si scopre che anche i vari protagonisti sono legati tra di loro.

Partiamo però dall’inizio, la storia gira intorno all’emporio Namiya. Il proprietario dell’emporio è famoso per elargire consigli a chi ne ha bisogno. Tutto rigorosamente tramite lettere scritte a mano.

La storia si svolge su piani temporali diversi: i giorni nostri e il 1988 circa. Anche l’emporio è sospeso su due piani differenti, come dentro una bolla temporale.

La storia è sempre più avvincente, per via dei personaggi descritti, per gli intrecci che intercorrono tra i protagonisti e perchè tutto si riconduce all’emporio e all'”orfanotrofio”.

Mi è piaciuto molto avere uno scorcio del Giappone di allora e di oggi, vedere le condizioni degli anziani, capire come è stata vissuta la visita dei Beatles, ma soprattutto la mentalità del luogo.

Una storia profonda e carica di significato. Scorci di vita vissuta che nascondono importanti insegnamenti:

  • abbiamo un’atleta che non sa se abbandonare il fidanzato per giocare alle olimpiadi;
  • un ragazzo che è combattuto tra inseguire il suo sogno e aiutare i genitori;
  • un ragazzo indeciso se fuggire con i suoi genitori pieni di debiti o se lasciarli andare;
  • una ragazza venuta su dal niente che desidera solo trovare il modo per ripagare coloro che l’hanno aiutata durante la sua vita

E via così. Dubbi esistenziali, domande a cui spesso non ci sono risposte semplici.

Pagina dopo pagina la scrittura diventa sempre più scorrevole e la storia più avvincente.

Un grande libro, una perla che arricchisce le nostre librerie.

Assolutamente non lasciatevelo scappare. Sarebbe anche un ottimo regalo di Natale 🙂

 

Copertina

Passiamo infine a parlare della copertina. Per chi mi conosce da un po’ sa che è uno degli aspetti di un libro che valuto sempre. Allora devo dire che la copertina serve proprio a catapultare il lettore nelle atmosfere giapponesi. Inoltre i colori scelti fanno proprio pensare a una favola. Buona scelta.

 

Mi raccomando andate a dare un’occhiata anche agli altri blog che partecipano all’iniziativa.

 

Come voto complessivo darei un bel:

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E voi che ne pensate, vi ispira?

Anima in Penna