Flawed. Gli imperfetti

Buongiorno amici lettori,

partiamo con la prima recensione libraria del 2017. Oggi vi parlerò di un libro che ha avuto un grande impatto mediatico:

 

Risultati immagini per flawedTitolo: Flawed. Gli imperfetti

Autore: Cecelia Ahern

Data di pubblicazione: 13 settembre 2016

Genere: Fantascienza

Casa Editrice: Deagostini, Le gemme

Voto relativo al libro: 6,5

Voto relativo alla copertina: 7,5

Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l’immortalità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover’uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.

 

Il 2017 ormai è iniziato da un po’ è finalmente arriva su Anima in penna la prima recensione libraria.

La DeAgostini ha pubblicizzato molto Flawed, tanto da incuriosirmi.

Allora la storia è ambientata in una sorta di universo parallelo, o un futuro relativamente prossimo, dove i malviventi non sono i soli a venire puniti dalla giustizia, ma anche coloro che hanno fatto scelte eticamente e moralmente sbagliate.

Per queste persone la punizione non è la prigione, ma molto peggio. Vengono marchiati a fuoco con una “F” che nella traduzione italiana sta per fallati, ma sarebbe meglio dire imperfetti, e vengono obbligati a vivere in modo diverso rispetto alle altre persone. Hanno un coprifuoco, dei posti riservati sull’autobus, il divieto di bere alcolici o riunirsi in un gruppo maggiore di due.

Celestine è la protagonista del libro, è una ragazza apparentemente perfetta e che segue sempre le regole. E’ sempre stata d’accordo con quanto deciso dalla Gilda, l’organo incaricato di giudicare i fallati.

Tutto fila liscio fino a una mattina in cui tutto cambia. Celestine decide di correre in aiuto di un fallato, azione vietata, e viene condannata ad essere a sua volta marchiata.

Gli altri personaggi non sono dei veri e propri protagonisti. C’è Art il fidanzato storico di Celestine, figlio del giudice della gilda Crevan, il cattivo della storia, Juniper la sorella invidiosa di Celestine, Carrik, il ragazzo che ha patito le sue stesse pene.

Passiamo adesso alla recensione.

Allora l’idea di base era carina, la lotta all’imperfezione è un buono spunto, ma secondo me ci sono alcuni evidenti problemi di trama.

Primo tra tutti riguarda la punizione per i fallati. Non è possibile che loro debbano patire tutta la vita per qualcosa che hanno fatto che non va contro la legge. E’ inverosimile e poco credibile il motivo per cui viene accusata Celestine e per il quale comincia tutto il casino. Io avrei scelto un avvenimento più eclatante.

Poi mi piace l’idea che lei non sia un’eroina nata, ma mi sembra che abbiamo martellato troppo su questo punto. Come d’altronde mi pare eccessivo che tutta la società sia marcia. Che non ci sia una figura buona, ma che tutti nascondano un lato oscuro o secondi fini personali.

Diciamo che forse un po’ il tutto è stato portato all’estremo perdendo molto in credibilità.

La scrittura è fluida, ma non è accattivante e non invoglia alla lettura compulsiva. Inoltre è molto difficile provare empatia per Celestine, non è un personaggio che scuote le emozioni del lettore, anzi alcune volte mi è stata davvero antipatica.

Alla fine ho avuto difficoltà a continuare a leggere e non so se prenderò in mano il secondo volume. Forse quello che mi è mancato è stata una bella storia d’amore.

Il tema che bisogna saper apprezzare le proprie imperfezioni e avere la possibilità di migliorare dai propri errori invece mi è piaciuto molto. E’ un bel messaggio passare.

Infine passiamo alla copertina. Non è male, non mi dispiace la scelta dei colori e la F in primo piano.

Concludendo per adesso non mi sento di consigliarvi questo libro. Più avanti vedremo. Fatemi sapere le vostre opinioni!

Anima in penna

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