Harry Potter e la maledizione dell’erede

Buongiorno amici lettori,

oggi vi parlo di un libro che non è un libro:). Sono criptica, lo so. Ci ho messo un po’ a decidere se leggere questo romanzo, ma alla fine, per cause di forza maggiore è capitato tra le mie mani e non ho potuto non aprirlo e cominciare a leggere. Sto parlando di:

 

Titolo: Harry Potter e la maledizione dell’erede – Parte uno e due

Autore: J.K. Rowiling, Joh Tiffany e Jack Thorne

Data di pubblicazione: 24 settembre 2016

Genere: Fantasy

Voto relativo al libro: 7

Voto relativo alla copertina: 7

Trama: È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

 

 

Allora comincio parlandovi del mio dilemma. Premetto che io ho ADORATO tutti e sette i libri di Harry Potter. Ho trovato la storia fantastica e i personaggi incredibili. L’ultimo libro della saga è l’unico che abbia letto più volte, soprattutto la parte che riguarda Piton. Credo che questo romanzo sia stato l’unico in grado di farmi piangere.

Questa premessa era per dirvi che non volevo che niente mi rovinasse questo idillio.

Secondo punto. Ho letto altri libri della Rowling e non vi ho trovato la stessa “magia”.

Terzo punto. Il libro che non è un libro. Questo romanzo non è scritto in modo convenzionale, ma come una sceneggiatura teatrale con tanto di atti e soli dialoghi senza alcuna descrizione.

Quarto e ultimo punto. La storia è ambientata nel futuro, dopo quindici anni dall’amata saga. Ammetto che ho sempre covato il sogno segreto che la Rowling decidesse di rispolverare il fantastico mondo che aveva creato e di regalarci nuove emozioni. Tuttavia speravo che scrivesse una sorta di prequel, ambientato nel passato, al tempo della prima guerra contro Voldemort, incontrando volti noti, approfondendo nuovi personaggi e lasciando da parte i vecchi protagonisti. Mi sarebbe piaciuto conoscere meglio i genitori di Harry, Piton, Albus e Voldemort da giovani e la loro battaglia.

Tutto ciò premesso avevo molta paura di tornare nel mondo di Harry Potter solo per vederlo rovinato irrimediabilmente.

Tuttavia il libro è arrivato come per destino in casa mia, e allora non ho potuto fare altro che avventurarmi nella storia con i piedi di piombo, considerando anche le recensioni negative che avevo letto in giro.

Bene veniamo a noi? Mi è piaciuto il libro? Non posso dire di averlo amato come gli altri, ma non mi è dispiaciuto. Ho trovato molti spunti interessanti nonostante il fatto che la trama sia ridotta ai minimi termini e che abbia alcune evidenti lacune.

Partiamo dai personaggi.

Allora in questo libro incontriamo tutti i protagonisti della vecchia saga ormai diventati adulti. Ron, Ginny, Harry e Hermione e Draco sono come li avevamo lasciati alla fine del settimo (“quindici anni dopo”). E’ bello vedere come abbiano mantenuto molte delle caratteristiche che sfoggiavano da giovani pur abbinandole ad una vita ormai adulta.

Adesso passiamo ai nuovi personaggi.

Principalmente ci sono state due new entry:

Sorpius, il figlio di Malfoy, è un ragazzo molto dolce e intelligente. E’ impacciato e timido, ma mosso da grandi sentimenti, gli stessi di cui suo padre è sempre stato carente. Porta un grande peso sulle sue spalle. Sulla sua nascita c’è l’ombra del sospetto.

Albus, il figlio di Harry Potter, è un ragazzo difficile. Deve vivere all’ombra del padre, ma allo stesso tempo trovare il suo posto nel mondo. Non riesce avere un rapporto con Harry o con altri maghi o streghe che non siano Scorpius.

Il rapporto padre-figlio, che sta alla base del libro, secondo me è stato gestito magnificamente. Ha messo a nuda le debolezze e le difficoltà di essere genitori e figli, dando anche una sorta di morale al libro.

Passiamo adesso alla storia.

Allora non è una cosa semplice. La trama non aggiunge niente di nuovo alla storia che già conosciamo.

Albus e Scorpius decidono, per un motivo che non mi è ancora molto chiaro, di tornare indietro nel tempo per salvare Cedric Diggory.

Questi mini viaggi nel tempo, ovviamente creano degli enormi scombussolamenti nel mondo come lo conoscono loro. Fino ad arrivare al futuro più tragico di tutti.

I colpi di scena non mancano, come anche le prove da superare. I due giovani maghi si ritroveranno catapultati in un’avventura più grande di loro, ma grazie alla loro intelligenza riusciranno a salvare la situazione riallacciando anche i rapporti con i loro genitori.

Insomma la classica favola.

Passiamo allora ai difetti.

Prima di tutto la trama. Non è niente di trascendentale. Nulla di troppo complesso con evidenti buchi narrativi. Ovviamente essendo un’opera teatrale non poteva essere molto dettagliata, tuttavia sarebbe stato meglio che fosse stata più curata nei dettagli.

Secondo punto: i camei. Allora, a parte rivedere Piton, che è stata davvero una bella emozione, il resto lo trovo un po’ forzato. Perchè concentrarsi su Cedric e riproporci la Umbridge? Va bene fare un tuffo nel passato, ma non lo avrei forzato così tanto.

Terzo punto: i vecchi protagonisti. Tra tutti spicca Ron che si è trasformato nel buffone di turno. Ha preso il posto di Fred e George, ma molto più infantile e, mi spiace dirlo, inutile… Davvero un peccato. Ginny, Harry, Hermione e Drago, invece, diciamo che sono cresciuti bene. 🙂

Quarto punto, forse il più spinoso. E qui consiglio di fermarsi, a chi non ha letto il libro.

La figlia di Voldemort. Allora passato il momento del “ommioddio Voldemort non può avere una figlia” ragioniamoci su. Io non vedo il fenomeno come una voglia improvvisa di paternità da parte del cattivo di Harry Potter. Lo leggo in una chiave diversa.

Immaginate che abbiate creato gli horcrux per continuare a vivere e che quegli stessi horcrux siano stati quasi tutti distrutti. Quale modo vi rimane per “sopravvivere”? Continuare a vivere in qualcun altro. Un figlio che, una volta cresciuto, potrebbe fare di tutto per riportarvi in vita. A me non suona così male. Alla fine i figli sono parte dei genitori. La cosa non mi ha traumatizzato così tanto. Mi è piaciuta l’idea che lei abbia passato la sua vita a emulare il padre e che covasse il desiderio di conoscerlo. Non capisco perchè molti siano rimasti così schoccati.

Passiamo alla copertina. Allora nella media delle copertine di Harry Potter è la meno peggio, però, secondo me, si poteva dare di più. Cosa centra il boccino?? Non sarebbe stato più coerente mettere una giratempo?

Tuttavia ho trovato carina l’idea del nido e i colori cupi in contrasto con lo sfondo dorato.

Per concludere passiamo all’annosa domanda: ve lo consiglio?

Allora se siete dei patiti di Harry Potter e la minima incongruenza potrebbe rovinarvi la saga allora non leggetelo. Se invece non vi turbate troppo e siete in grado di apprezzare il solo fatto di rivedere i nostri protagonisti di nuovo insieme, nonostante qualche evidente problema di trama, allora assolutamente ve lo consiglio.

Attendo con ansia le vostre opinioni!!

Anima in penna

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