Come un fiore ribelle

Buongiorno amici lettori,

oggi facciamo un tuffo nel passato e parliamo di un libro uscito nel 2013 edito da Garzanti:

 

Titolo: Come un fiore ribelle

Autore: Jamie Ford

Data di pubblicazione: 10 ottobre 2013

Genere: narrativa

Voto relativo al libro: 7

Voto relativo alla copertina: 7,5

Trama: Seattle. È l’alba e il piccolo William si stropiccia i grandi occhi neri. Ancora avvolto nelle coperte, riesce quasi a sentire quelle canzoni sussurrate alle sue orecchie in una lingua antica. Ma è da cinque anni che non ascolta la voce di sua madre. Da quando è entrato nell’orfanotrofio e la disciplina ha preso il posto delle carezze. E l’odio è diventato la regola. Perché William è diverso da tutti gli altri, William è cinese. Però oggi, nel giorno fissato per il compleanno di tutti i bambini dell’istituto, William trova il coraggio di fare la domanda più difficile. Vuole sapere cosa è successo a sua madre. Le parole sono vaghe, ma lasciano intuire una risposta che trafigge il suo cuore come una lama: è morta. William non ci crede. Non vuole arrendersi a questa verità. Lui sa che è ancora viva. E c’è solo una persona con cui confidarsi: Charlotte, una cascata di capelli rossi e la pelle delicata come un fiore. Lei è l’unica a credergli e insieme decidono di fuggire dall’orfanotrofio per cercare sua madre. Ma ad aspettarli c’è un mondo pericoloso e oscuro. Il mondo violento delle strade di Seattle nei primi anni Trenta. Il mondo proibito dei locali, delle scintillanti insegne dei teatri e dei club. Proprio qui, William incontra uno sguardo che non ha mai dimenticato. Quello di una giovane cantante cinese. Deve scoprire chi è e cosa nasconde. Nessun ostacolo è troppo grande da superare. Perché adesso la speranza forse può tornare a crescere. La speranza di essere amati e finalmente al sicuro.

 

Come ormai saprete a me piace variare nelle mie letture. Un giorno leggo un avvincente fantasy, il giorno dopo mi dedico a una frivola storia d”amore.

Oggi non rientro in nessuno di questi casi. Ho rispolverato un volume di tre anni fa per tuffarmi nell’America degli anni 20/30, vista dagli occhi di due generazioni di cinesi.

Ogni tanto credo che faccia bene fare un tuffo nel passato e guardare la storia con un punto di vista differente, insieme a coloro che hanno fatto parte della storia, ma che non l’hanno scritta.

La trama comincia in modo classico. Un orfanotrofio, una schiera di bambini e bambine che vivono nell’attesa di rivedere la propria famiglia, o una nuova famiglia o nella speranza di un’imminente libertà.

William è l’unico bambino cinese al Sacro Cuore e nessuna famiglia l’ha voluto adottare. Ha molti ricordi di sua madre. L’ultimo è l’immagine di lei svenuta nella vasca da bagno. Poi più niente. E’ stato sbattuto in orfanotrofio e di lei non ha saputo più niente. Fino a quando, il giorno del suo compleanno, non la vede.

E’ diventata un’attrice, ha cambiato nome, ma gli occhi di William non possono ingannarsi. E’ lei sua madre e lui è disposto a tutto per parlare con lei e avere finalmente una risposta alle sue mille domande.

Willow ha avuto una vita difficile, colma di ricordi dolorosi che vorrebbe chiudere in un angolo nascosto della sua mente e dimenticare, ma non appena rivede suo figlio, è costretta a rivivere tutto per spiegarli, per cercare di fargli capire quanto amore ci fosse nel suo cuore e il motivo della sua scelta di abbandonarlo.

Presente e passato si intrecciano come un’armoniosa danza, ma l’atmosfera triste e lugubre ci accompagna per tutto il libro.

Non è un libro semplice. Parla di razzismo, di violenza, di ingiustizie, di povertà, di speranze disattese, di umiliazioni e anche di morte.

La felicità e la speranza hanno poco spazio e, anche quando sembrano affiorare, vengono subito distrutte dall’evento nefasto in arrivo dietro l’angolo.

Non è una storia vera, ma attinge alla realtà del tempo. Quando i cinesi erano considerati i reietti della società. Quando sognare non era possibile. Quando una donna valeva meno di un uomo. Quando gli uomini potevano fare dal male alle proprie figlie senza venire puniti.

Può da tanto dolore e sofferenza nascere qualcosa di bello?

Può l’amore trionfare su tutto? Sulla distanza, su un secondo matrimonio?

La trama è ben strutturata e l’alternanza tra passato e presente rende più avvincente la narrazione.

Lo stile di scrittura ha qualche pecca che rischia di non far appassionare il lettore e alcune situazioni o personaggi utilizzati sono piuttosto stereotipati.

Alcune parti della storia mi hanno ricordato molto Oliver Twist di Dickens: mille disavventure in attesa di un lieto fine che non sembra mai arrivare.

William forse poteva essere caratterizzato meglio, sebbene la sua amica cieca Charlotte abbia aiutato molto la parte della narrazione che lo riguardava. Forse, senza questo personaggio secondario, la parte di storia ambientata nel presente, non sarebbe stata molto interessante.

Willow è un personaggio dalle mille sfaccettature. Lei è la vera protagonista del libro. Una combattente che non piega la testa davanti alle difficoltà, capace di grandi gesti per riprendere in mano la propria vita o per salvare la vita a qualcun’altro.

La sua storia è stata un’alternanza di alti e bassi, di gloria e di umiliazioni, di amore e di sofferenza. Ha sperato nella felicità, ma non l’ha mai pretesa come costante della sua vita.

Il lettore non rimane completamente soddisfatto quando legge l’ultima pagina del libro. Forse la narrazione un po’ lenta o la brutalità del mondo lasciando il cuore pesante e un senso di incompiuto.

Per concludere ve lo consiglio? Allora forse ci sono stati altri libri di questo genere che mi hanno coinvolto di più (come ), ma alla fine è un buon libro. Prendetelo un po’ così, con le pinze.

Passiamo alla copertina. Devo dire che nonostante tutto mi piace. Il tocco cinese della foto è bello e il colore beige opaco, che la caratterizza, è adatto a farci fare un salto nel passato.

 

Leggete e fatemi sapere le vostre opinioni!

Anima in penna

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