La ragazza del buio

Buongiorno amici lettori,

oggi torno con una nuova recensione e questa volta vi parlo di un romanzo diverso dal solito e capace di graffiarvi il cuore:

 

Titolo: La ragazza del buio

Autore: Anna Lyndsey

Data di pubblicazione: 17 marzo 2016

Genere: Narrativa

Voto relativo al libro: 7,5

Voto relativo alla copertina: 8,5

Trama: Chi non ha mai avuto paura del buio? Da bambina, Anna riusciva ad addormentarsi solo guardando le stelle illuminare la notte più profonda. Non sapeva che il buio sarebbe diventato il suo più grande amico. La sua salvezza, la sua speranza, la sua stessa vita. Anna è una ragazza come tante. Ama il cielo azzurro, il vento tra i capelli, il profumo del mare d’inverno. Ama Pete, il ragazzo che ha appena conosciuto. Ma un giorno tutto cambia. Anna sta lavorando come sempre al computer quando improvvisamente sente la sua faccia bruciare di un dolore insostenibile. I vestiti non riescono a proteggerla. La pelle di tutto il suo corpo non sopporta il contatto con un solo raggio di luce. Prima il computer, poi le lampade dell’ufficio, infine il sole. La diagnosi non le lascia scampo: una rara forma di allergia alla luce. Non c’è modo di curarla, Anna può solo lenire il dolore vivendo completamente al buio, isolata nella sua stanza. Eppure, quella che sembra una condanna alla solitudine e all’infelicità diventa l’occasione per una nuova vita. Una vita fatta di colori diversi da quelli che possiamo immaginare. Più vividi, più amati. Una vita fatta delle parole dei libri che ascolta e che disegnano l’oscurità di forme sempre nuove. Una vita piena di amore, quello per Pete, l’uomo che ha deciso di rimanere accanto a lei. L’uomo che la ama di un amore ogni giorno più forte, nonostante le difficoltà. Perché il loro abbraccio può illuminare anche la più buia delle notti.

 

Siete pronti ad immergervi nell’oscurità? Allora facciamo un gioco insieme. Provate a chiudere gli occhi e a girare su voi stessi. Fermatevi e cercate, sempre con gli occhi chiusi, di orientarvi nella stanza, cercate di vestirvi, di pettinarvi o di leggere.

Alcune cose sarete riusciti a farle e altre no.

Adesso pensate se questa situazione dovesse durare ogni giorno e ogni ora. Cosa fareste? Come vi intratterreste?

In che stato d’animo vivreste?

Questa è la vita di Anna. Questa è la sua realtà quotidiana. La sua pelle non può sopportare il minimo contatto con la luce solare e quindi, dopo un’esistenza normale, è costretta a rifugiarsi nelle mura domestiche e a innalzare muri, fatti di tende e vestiti pesanti, per difendersi da questo nemico.

Anna ci porta con sé nel suo viaggio, senza risparmiarci niente. Iniziamo con lo scoprire quando la malattia l’ha colpita e del suo degrado. Prima l’ipersensibilità la colpisce al volto, poi, a poco a poco, interessa tutto il corpo e, dopo diversi consulti, arriva alla conclusione che è stata colpita da una malattia poco conosciuta e non ancora curabile.

L’autrice ci prende per mano e ci fa immergere con lei in questa oscurità. Non pensavo a tutte le restrizioni che questa condizione potesse comportare.

Ad esempio: che giochi si possono fare al buio? Ovviamente solo giochi di parole e per molti c’è bisogno di due giocatori.

Poi ci sono gli audiolibri, che compensano la impossibilità di leggere un libro o di guardare la TV.

E cosa ne dite dell’amore? Come si fa a portare avanti una storia d’amore in queste condizioni.

Anna è stata fortunata. Pete, il suo fidanzato storico, non l’ha abbandonata. Anzi, ha deciso di andare a vivere con lei e di occuparsi dei suoi bisogni. E’ persino disposto a sposarla.

Anna, non può che ringraziare per tutto questo, ma accanto al suo cuore vive una bestia nera, pronta ad attaccarla quando sarà più fragile, quando la sua malattia diventerà troppo impegnativa e troppo ingombrante per due persone. Anna sa che se Pete dovesse chiederglielo, lei dovrà lasciarlo libero. Libero di abbandonarla e di ricostruirsi una vita migliore e altrove. Anna vive col terrore che quel momento accada.

La speranza e la disperazione si alternano con armonia, straziando il cuore del lettore.

La malattia di Anna, ogni tanto presenta delle remissioni che le permettono di muoversi di più e di uscire di nuovo di casa, per poi tornare prepotentemente nella sua vita ricordandole che la felicità può essere solo momentanea.

La speranza brucia forte in lei, per poi affievolirsi e spegnersi dopo ogni ricaduta. Anna arriva anche a pensare di uccidersi, perché forse l’oblio sarebbe meglio di quella non-vita.

Il lettore non può, alla fine del libro, non ringraziare per la propria salute e per quella dei propri cari.

La storia non finisce. Il finale è aperto, perché l’autrice è lei stessa la protagonista della sua storia e tutt’oggi lotta a causa della sua malattia.

Dal libro emergono anche, prepotentemente, gli atteggiamenti delle persone normali nei confronti dei “diversi”.

Alcuni sono aperti, disponibili e comprensivi, altri sono ottusi e menefreghisti.

La trama non è lineare. L’autrice salta da un periodo dell’anno o della sua vita a un altro, per raccontare i fatti più salienti. I capitoli sono perlopiù molto corti e concisi, ma non per questo meno carichi di significato.

E’ uno stile di narrazione nuovo che potrebbe venire molto utilizzato in futuro e che io, personalmente, apprezzo data la mia mania di non poter smettere di leggere se non ho terminato il capitolo. Un’atteggiamento che mi ha portato più volte ad addormentarmi con il libro in mano…

Passiamo alla valutazione. Vi chiederete perché abbia scelto questo voto se non ho ancora elencato un difetto al libro.

Ebbene qualche difetto in realtà l’ho trovato. Aldilà della storia di per sé, che mi ha segnato nel profondo, la scelta della struttura del libro non mi ha fatto impazzire. L’idea di passare da un’esperienza all’altra, senza un apparente filo logico, mi ha creato qualche problema.

Non ero incentivata a divorare il libro in un attimo e a scoprire nuovi aspetti della storia. Forse la forma divulgativa e meno narrativa mi ha un po’ traumatizzato.

Tuttavia questo difetto non toglie il fatto che sia un buon libro e che io ve lo consigli.

Passiamo alla copertina. Mi piace davvero tanto e rende molto l’idea della storia che racchiude.

E’ come se raffigurasse dei riflettori che mettono in luce una persona che in realtà rimane al buio. Davvero fantastico come simbolismo.

Tutto qui.

Attendo con ansia le vostre opinioni!!

Anima in penna

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