Non avrete il mio odio

Buongiorno amici lettori,

questa non è una recensione e oggi non darò voti o opinioni.

 

Titolo: Non avrete il mio odio

Autore: Antoine Leiris

Data di pubblicazione: 28 aprile 2016

Genere: Biografia

Trama: «Non avrete il mio odio» sono le parole di Antoine Leiris che il 17 novembre 2015 – all’indomani degli attentati di Parigi e della morte della moglie al Bataclan – Facebook ha diffuso nel mondo intero. Leiris, rimasto vedovo con un bimbo di diciassette mesi, prosegue in questo libro il «diario» di quei giorni. Le sue sono parole molto misurate – private e non politiche -, parole sobrie che travalicano l’evento in sé e che raccontano un lutto atroce, improvviso, il senso di perdita, il legame vitale con il figlio e i suoi timori per lui, lo smarrimento, il nuovo modo di dover guardare al mondo. È l’istantanea di un dolore, in questo sta la sua forza, quella di un uomo disarmato contro l’orrore (da qualsiasi parte provenga) eppure capace di ragionare e di esprimerlo.

 

Questo non è un romanzo, questo non è frutto della fantasia, non è finzione. Non finisce quando si legge l’ultima pagina.

Non racconta le gesta di prodi cavalieri o le difficoltà dei protagonisti per raggiungere il lieto fine. Non puoi leggerlo e far finta di niente. Credere che quello che viene raccontato non sia importante perchè non è toccato a noi, perchè è una cosa successa a gente sconosciuta, a molti chilometri da noi.

Questa storia ci punge nel vivo, viene a mettere spine nelle nostre comode e sicure case, viene a scuoterci nella nostra inerzia e insensibilità e dal nostro torpore.

Perchè le stragi, i massacri, le morti, la sofferenza, il dolore e le perdite sono reali e il fatto che non ci abbiano ancora toccato da vicino non significa che siamo al sicuro o che non ci riguardi.

Questo libro è la dimostrazione che odio non genera sempre altro odio, ma sicuramente provoca sempre dolore. Immenso dolore.

E’ la storia di una famiglia, è la storia di un padre e un marito rimasto da solo con il figlio ancora troppo piccolo per comprendere quello che gli è capitato.

E’ il racconto di un uomo che ha perso una delle persone più importanti della sua vita, in un momento, senza un perchè, senza un saluto.

Antoine ci spiega la difficoltà di dire a suo figlio che la madre non tornerà più e di sconvolgere la sua vita per adattarla a due persone e non più a tre. Ci narra del suo unico amore e del suo intenso dolore.

Infine dice la frase più profonda e significativa che io abbia mai sentito. Una frase che contrasta con tutti i principi che ci hanno insegnato, una frase che va contro il nostro istinti più animali.

Antoine ci insegna che non è possibile contrastare odio con odio. Se cominciamo ad odiarli gli aiuteremo nel loro intento.

Non possiamo scegliere di non soffrire, ma possiamo decidere di non far crescere l’odio che dilaga intorno a noi.

Quindi concludo questo articolo dicendo: Se non siete riusciti ad avere l’odio di una marito e di un figlio che hanno perso così tanto, non avrete neanche il mio di odio.

 

Anima in penna

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