Il salone del libro 2016

Buongiorno amanti dei libri,

eccomi di ritorno con un articolo un po’ particolare. Infatti oggi non recensirò un libro, ma bensì il salone del libro di Torino, edizione 2016.

Per chi si sente a casa immersa nei libri come me è il posto ideale. Adoro l’odore dei libri e osservare la gente avvicinarsi alla lettura. Ad esempio quest’anno ho notato un sacco di persone che, in attesa di pagare il proprio acquisto, cominciavano già la lettura del nuovo libro che avevano in mano.

Per me il salone vuol dire: libri a perdita d’occhio e la possibilità di incontrare i propri autori preferiti.

Ho deciso di affrontare questo articolo per punti, suddivisi tra note positive e quelle negative.

Posso dirvi che in generale sono rimasta molto soddisfatta dall’edizione di quest’anno e quindi comincio con le note a favore:

  • Il costo agevolato per chi entra dopo le 18 è stata una grande innovazione. 5 euro per entrare sicuramente permette di rendere la fiera accessibile a un target di lettori che normalmente la snobbano per il costo troppo elevato. D’altra parte a quell’ora c’è il rischio di non riuscire a incontrare i propri autori, ma io direi che è un buon compromesso.
  • Quest’anno alla fiera oltre ai libri c’erano anche parecchi stand dedicati ai fumetti. Trovo davvero uno buona idea quella di cercare di equiparare questi due stili di scrittura. In effetti ci sono fumetti che mi hanno entusiasmato tanto quanto i libri. Inoltre c’erano anche delle aree dedicate ai giochi. Non bisogna mai dimenticare che, a volte, i libri si trasformano in splendidi giochi da condividere coi propri amici.

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  • Le iniziative organizzate quest’anno erano molte e un sacco interessanti. La sera c’erano i concerti e gli autori che sono accorsi per firmare copie erano parecchi e tutti piuttosto conosciuti. Per la prima volta in molti stand ho visto code di gente che attendeva gli scrittori. Sono dell’idea che questo debba essere un po’ il futuro, in fondo se la fiera riuscisse a coinvolgere un sempre maggior numero di autori, magari anche a livello internazionale, credo le affluenze aumenterebbero. Io sono una di quelle fan che amano incontrare i propri autori preferiti e collezionare gli autografi sulle loro opere.
  • Come ho anticipato nel punto precedente gli autori erano numerosi e devo dire che la maggior pare sono stati davvero affabili e disponibili. Io ad esempio ho fatto la coda per incontrare Zerocalcare che è stato gentilissimo, mi ha stretto la mano, mi ha fatto scegliere il disegnetto che preferivo e ha chiacchierato un po’ con me. Questo non ha fatto che aumentare la stima che ho di lui (qui potete leggere le mie recensioni sulle sue opere https://ilaylaura.wordpress.com/2015/01/16/zerocalcare/).

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Accanto a lui c’era anche Leo Ortolani, che nonostante la ragazza davanti a me fosse l’ultima della fila e io mi fossi “infilata”, mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha fatto l’autografo, sicuramente il millesimo della serata, senza farmi pesare il favore o la sua stanchezza, ma contento di poter condividere la propria arte.

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  • Infine gli spazi erano ampi e ben gestiti. Non c’erano punti in cui si rimaneva incastrati tra la folla e si riusciva a girare tutto il salone con tranquillità. Ho apprezzato la suddivisione dagli stand, con le case editrici più importanti al centro, ma d’altro canto, c’è il rischio che nessuno si avvicini a quelle minori.

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Devo dire che tutti questi aspetti positivi mi hanno fatto uscire davvero elettrizzata da lì.

Ma passiamo ad alcuni punti negativi. Minori rispetto a quelli positivi, ma comunque da evidenziare.

  • Ho acquistato i biglietti online per evitare qualsiasi coda e buttarmi subito nel mio mondo fatto di libri, ma quando sono arrivata, ho dovuto comunque mettermi in fila per il controllo anti terrorismo. Adesso, io capisco l’importanza dei controlli ad un evento così importante, ma forse, andava organizzata meglio la cosa. Ad esempio poteva esserci un controllo a parte, personalizzato per chi aveva comprato il biglietto “salta coda”. Tuttavia è stato anche divertente perché tra gli oggetti che sono stati sequestrati, a qualche mal capitato entrato prima di me, c’era anche una forchetta :).
  • Altro aspetto negativo, che riscontro tutti gli anni, è il prezzo dei libri. Solo pochissimi stand, specialmente quelli più piccoli, applicano uno sconto fiera. Tutti gli altri mantengono i prezzi da catalogo. Questa è una cosa che non capisco. Visto che la gente spende già per entrare alla fiera, sarebbe carino applicare degli sconti. Altrimenti sarebbe più conveniente per molti acquistare i propri libri su Amazon con uno sconto del 15%.
  • Sarebbe carino, inoltre, che gli autori si fermassero un po’ di più a firmare copie. Io capisco che per loro non sia il massimo del divertimento stare tutto il giorno seduti su una sedia a sorridere a sconosciuti e a distruggersi la mano con gli autografi, ma per molti di noi è l’unica occasione per incontrare i nostri “idoli” e mancarli per pochissimo è davvero frustrante. Io ad esempio sono dispiaciutissima di non essere riuscita a incontrare di nuovo Licia Troisi e a farmi autografare la mia copia di “Dove va a finire il cielo” :(.
  • Alcuni autori invece, sebbene fisicamente sul posto non hanno prestato molta attenzione ai propri fan. Per esempio sono stata ad attendere Luca Bianchini per un autografo (di lui parlavo in questo articolo: https://ilaylaura.wordpress.com/2014/12/10/autori-italiani-parte-seconda/), ma lui pur notandomi, non mi ha dedicato neanche un secondo continuando a prestare attenzione ad altri conoscenti che arrivavano a salutarlo. Ribadisco che capisco che lui non fosse lì a mia completa disposizione, ma visto che c’ero solo io in fila avrei apprezzato un briciolo di considerazione.

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  • Ho notato con dispiacere che alcune case editrici non hanno investito molto in questa fiera. Ad esempio la Fabbri, che ha pubblicato un sacco di opere che mi sono piaciute un sacco, era davvero sacrificata. Oltre ad aver esposto pochissimi libri, la maggior parte erano solo per bambini (vi riporto la foto nel seguito). Anche la Battello a Vapore, rispetto agli anni scorsi, ha scelto uno stand davvero piccolo.

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  • Infine devo dire che la cortesia e la gentilezza degli addetti degli stand ha lasciato un po’ a desiderare. E’ vero che non bisogna far di tutta l’erba un fascio, ma ad esempio nello stand della Deagostini mi sono accaduti due brutti episodi uno vicino all’altro. Il primo riguardava l’iniziativa #citando indetta dalla casa editrice. Se si scattava una foto allo stand si aveva diritto a un gadget. Bene io ho fatto la foto (che vi riporto nel seguito) e dopo aver atteso diverso tempo non ho incontrato la ragazza addetta alla distribuzione. Per chiedere informazioni mi sono avvicinata alla responsabile dello stand che mi ha mandata via in malo modo dicendomi che non era compito suo e che aveva altre cose più importanti di cui occuparsi. Ecco non dico che dovesse mobilitare il mondo per aiutarmi, ma la cortesia non si nega mai a nessuno.

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Per concludere. E’ stata un’esperienza stupenda che non vedo l’ora di ripetere l’anno prossimo.

Voi ci siete stati? Quali sono state le vostre impressioni? E i vostri acquisti? Fatemi sapere.

Nel frattempo vi riporto una parte dei miei 🙂

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Anima in penna

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