Il mare infinito

Buongiorno a tutti,

dopo la recensione flop della scorsa settimana eccomi di ritorno a voi con un libro che mi ha davvero colpito piacevolmente.

Oggi vi parlo di:

Titolo: Il mare infinito

Autore: Rick Yancey

Data di pubblicazione: 19 gennaio 2016

Genere: fantascienza

Voto relativo al libro di anima in penna: 8,5

Voto relativo alla copertina di anima in penna: 6

Trama:

Come si fa a cancellare dalla faccia della Terra sette miliardi di persone? Cancellando ciò che li rende tali, la loro umanità. Sopravvivere alle prime quattro onde sembrava impossibile eppure Cassie Sullivan e i suoi compagni ci sono riusciti. Ora si ritrovano in un mondo che non riconoscono più, tutto è stato distrutto, anche quello che ci teneva uniti, che ci rendeva umani: “Non c’è speranza senza fede, non c’è fede senza speranza, non c’è amore senza fiducia, non c’è fiducia senza amore. Togli una sola di queste cose e l’intero castello di carte umano crolla”. Con gli Altri alle costole, Cassie, Ben e Ringer si trovano di fronte a una scelta difficile: prepararsi ad affrontare l’inverno sperando nel ritorno di Evan Walker o partire alla ricerca di altri sopravvissuti. Perché il prossimo attacco è inevitabile – e imminente.La Quinta Onda, infatti, continua implacabile la sua avanzata, e il nemico non si fermerà fino a che la razza umana non sarà completamente annientata.

 

 

Vi avverto che questa recensione può contenere spoiler, quindi per chi non ha ancora letto il primo libro della saga, consiglio di andare a leggere la recensione de “la quinta onda” che trovate qui: https://ilaylaura.wordpress.com/2014/06/02/la-quinta-onda/

Allora partiamo dal fatto che io ho letteralmente adorato il primo libro della saga, tanto che l’ho scelto come miglior libro di fantascienza del 2014.

Rick Yancey ha creato uno “splendido” mondo post apocalittico con dei cattivi meschini e dei quali è impossibile prevedere la prossima mossa.

Avevamo lasciato i nostri amici in fuga dal campo di addestramento della quinta onda: un esercito formato da bambini/ragazzi ai quali è stata insegnata l’arte della guerra per sterminare gli esseri umani controllati dagli alieni.

Zombi, Ringer, Teacup, Dumbo e Pouncake avevano scoperto che in realtà erano stati manipolati dagli alieni e grazie all’aiuto di Evan erano riusciti a scappare insieme a Cassie e Sammy.

Il mare infinito comincia presentandoci la nuova arma inventata dagli alieni per sterminare gli umani rimasti e ci mostra i nostri amici rinchiusi in un hotel abbandonato, in attesa di Evan e di un piano per riuscire a sopravvivere.

L’autore ha deciso di inserire alcuni flashback per conoscere meglio alcuni personaggi del gruppo, come Ringer, Poundcake e Evan.

Trovo che sia stata una grande idea ampliare il background per presentarci meglio personaggi che fino a quel momento erano stati secondari per la storia.

Rick Yancey è in grado di mettere in scena emozioni forti e porre i protagonisti davanti a scelte che li spingano al limite dell’umanità.

Uccidere una bambina per non mettere a rischio la propria squadra, venire torturati per mantenere in vita una persona importante.

L’autore è capace di coinvolgere il lettore e di farlo rimanere con il fiato in sospeso. Ci fa arrivare ad una scena importante per poi interromperla e portare l’attenzione su un altro particolare.

Un’altra cosa che amo di Rick Yancey sono i capitoli brevi e intensi. E’ come avere di fronte una scatola di invitanti e gustosissimi cioccolatini. Il lettore pensa “ma si leggo solo più questo capitolo poi smetto”. Poi finisce il capitolo, vede che quello dopo è corto e vuole sapere come procede la storia e alla fine si ritrova ad aver letto mezzo libro in un pomeriggio.

Ha una scrittura intrigante, scorrevole e profonda capace di mettere a nudo tutte le ombre dell’animo umano. Ci presenta bambini che si sentono adulti e ragazzi costretti ad essere adulti.

Forse la storia è un pochino meno emozionante rispetto alla quinta onda, perché succedono poche cose e pochi misteri vengono svelati, anche se l’unico intrigo sul quale viene fatta luce è davvero un punto importante. Mi aspettavo qualcosina di più. Ed è solo per questo motivo che ho tolto mezzo punto nella valutazione finale del libro.

Per il resto devo dire che Rick Yancey è davvero un genio, riesce a creare delle situazioni dove la soluzione non è per niente immediata per poi risolverla nel modo meno convenzionale e che il lettore non si aspetta.

Adoro quando non riesco a capire come si evolverà la storia o come il protagonista riuscirà ad uscire da una determinata situazione.

Il titolo non mi ha entusiasmata, anche se viene ripreso più volte nel libro in diversi contesti, non lo trovo azzeccato. Secondo me dovevano pensare a qualcosa di diverso e più attinente.

Stessa cosa per quanto riguarda la copertina. Non centra davvero niente con il libro. L’acqua non viene mai neanche nominata. Viene trasmessa sicuramente la desolazione, ma secondo me non è sufficiente per convincere un lettore di passaggio a prendere il libro in mano e leggere la trama.

Beh che dire, leggetelo e fatemi sapere le vostre impressioni.

 

Anima in penna

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