American gods

Buongiorno amici lettori,

oggi vi parlo di un autore che io amo molto e che riesce sempre a creare storie fuori dal comune:

 

Titolo: American Gods

Autore: Neil Gaiman

Data di pubblicazione: 15 aprile 2003

Genere: fantastico

Voto relativo al libro: 7

Voto relativo alla copertina: 7

Trama: Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday: Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.

Come vi dicevo io adoro le opere di Neil Gaiman, infatti ho amato moltissimo Stardust e Nessun dove e ho apprezzato anche Il figlio del cimitero…

Neil Gaiman è un autore con uno stile molto particolare. Le sue opere sono complesse e accompagnate sempre da una vena di oscurità. I suoi personaggi non sono banali e le loro azioni non sono mai scontate, è difficile riuscire a capire come si evolverà la storia perché lui lascia trapelare solo pochissimi dettagli.

Il protagonista di questa storia è Shadow, un pregiudicato che è finito in galera per aggressione e che ottiene finalmente l’agognata libertà.

Quando esce di galera, però, scopre che non c’è nessuno ad aspettarlo, né sua moglie, né il suo migliore amico, né il lavoro promesso.

Non avendo alternative accetta il lavoro proposto da uno strano individuo che dice di chiamarsi Wednesday e da quel momento inizia per lui un strano viaggio popolato da dei di tutte le culture, zombie, coboldi…

La realtà da lui conosciuta comincia a cambiare e deve accettare che a volte l’incredibile esiste e che una moneta può risvegliare i morti e un dio può essere ucciso, dove la pasqua ha perso il suo significato originale e nuovi dei si sono fatti avanti per  reclamare il dominio sul nuovo mondo.

La storia non è lineare e viene spesso inframmezzata da storie di persone che hanno portato i propri dei nel nuovo mondo.

Il concetto di base del libro, infatti, è il fatto che gli dei che conosciamo siano stati portati in America nei cuori dei loro fedeli e che adesso debbano adattarsi a vivere in un mondo che non crede in loro.

Queste storie sono forti, tristi, e narrano di persone infelici che avevano bisogno della loro fede per andare avanti. Ed è di questo che si nutrono gli dei. Se nessuno crede più in loro gli dei diventano solo dei vecchietti senza poteri, lasciando spazio a nuovi dei volubili e instabili come quello della tecnologia.

E’ una lotta tra nuovo e antico, tra tradizioni e futuro, dove il bene e il male non sono così netti e distinti.

Shadow è una piuma mossa dal vento che non vive, ma si trascina ogni giorno senza uno scopo e senza una meta. Il venire travolto da queste entità superiori in un primo momento non lo tocca minimamente, ma man mano inizia a rendersi conto che deve prendere in mano le redini della propria vita.

Il libro non narra solo di antichi miti, ma tratta anche temi importanti come la vecchiaia, come il sopravvivere senza vivere davvero, le guerre che non portano a niente.

I personaggi che si alternano sono tantissimi e tutti diversi tra loro, ognuno ha una piccola parte da giocare, ma nessuno viene approfondito molto, ma ognuno aiuta Shadow a trovare maggiore consapevolezza di sé e a scoprire il suo passato.

Wednesday è un personaggio travagliato, forgiato da mille battaglie e il re dell’inganno, costretto a ricorrere a bassi trucchetti per sopravvivere in questo mondo. Lui è allo stesso tempo un leader severo, un padre affettuoso e una persona dal carattere mutevole.

Non è un libro semplice da leggere e non è neanche particolarmente scorrevole. Le parti interessanti si alternano a periodo morti e inutili ai fini della storia e, essendo un libro piuttosto lungo, a volte può risultare un po’ pesante. Per questo non lo posso inserire tra i suoi migliori lavori. Tuttavia sono contenta di essere riuscita a finirlo perché i libri di Gaiman lasciano sempre qualcosa al lettore: riflessioni. Sono libri che devono essere digeriti prima di essere apprezzati.

Sono molto contenta che presto nei nostri piccoli schermi approderà la serie tv tratta da questo libro. Non vedo davvero l’ora di vederla!

Infine la copertina. Non mi entusiasma molto perché non attira subito l’attenzione, ma, se non altro, è in linea con il libro: non lo apprezzi subito, ma col tempo.

Fatemi sapere le vostre opinioni!

Anima in penna

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Water Proof

Buongiorno amici lettori,

purtroppo è arrivato il giorno in cui non troverete qui nel seguito una recensione lunga e dettagliata, con valutazione dei pro e dei contro, perché oggi vi parlo di:

 

Titolo: Water Proof

Autore: Elena Demiel

Data di pubblicazione: 9 giugno 2015

Genere: Young adult

Voto relativo al libro: 4

Voto relativo alla copertina: 5

Trama: Lei è la prima della classe, lui è l’asso della squadra di nuoto.
Sono diversi come il giorno e la notte.
Ma il destino e il collegio docenti li hanno fatti incontrare.

 

La lunghezza della trama e i miei voti dovrebbero già dirvi tutto su questo libro.

Non reputo infatti necessario dilungarmi nella recensione di questo libro che sarà lungo a malapena 100 pagine.

La storia è piatta, banale e frivola. Per gli amanti del genere è come leggere uno shojo manga senza illustrazioni.

I personaggi sono stereotipati e banali: c’è il ragazzo carino e ammirato da tutti, c’è la ragazza secchiona e poco popolare e c’è la ragazza più carina e cattiva della storia.

La storia è breve e molte scene rasentano il ridicolo, otre al fatto che le descrizioni sfiorano quasi lo zero cosmico. Inoltre i sentimenti narrati (gelosia, amicizia, amore, triangolo amoroso, odio, sessualità) sono poco più profondi di una pozzanghera e trattati molto superficialmente.

Queste ambientazioni, sebbene le apprezzi molto in uno shojo manga non le posso tollerare in un libro. Se preferisco leggere una storia, piuttosto che una serie di immagini è perché mi aspetto che mi trasmetta qualcosa in più sia a livello di storia sia a livello di spessore dei personaggi.

Mi spiace proprio troncare in questo modo un libro, perché so quanto impegno ci vuole da parte di un autore per creare le proprie opere, però non tutti i libri che vengono sfornati possono essere capolavori.

La copertina, infine, non la boccio completamente perché mi aveva quasi illuso di trovarmi di fronte ad una storia completamente diversa.

Non mi sento di dirvi di non leggere questo libro, ma voglio che voi lettori siate consapevoli di cosa potrete aspettarvi da questa lettura.

 

Anima in penna

Anteprima

Buongiorno amici lettori,

ritorna la rubrica anteprime. Oggi ci sono due succulente anteprime che potrebbero interessare molti lettori/lettrici :).


Titolo: Life and Death
Autrice: Stephanie Meyer
Data di pubblicazione provvisoria: gennaio 2016
TRAMA
Per festeggiare i 10 anni dalla pubblicazione di Twilight la Meyer ci regala una versione di “Twilight” arricchita di una novella (se così si può dire) di ben 442 pagine che racconta l’ormai nota storia d’amore  in una versione gender bender. In sostanza avremo la possibilità di leggere una rivisitazione del romanzo, con un cambio di sessi dei due protagonisti. Non incontreremo Bella ed Edward, ma l’umano Beau (Beaufort) Swan e la vampira Edythe Cullen, alle prese con la loro travolgente e pericolosa storia d’amore.
Titolo: Dove va a finire il cielo
Autrice: Licia Troisi
Data di pubblicazione: 10 novembre 2015
TRAMA
Licia Troisi ci regala un viaggio attraverso il suo mondo, quello di una ex bambina affascinata dalle stelle e poi destinata a diventare la regina del fantasy. Con Dove va a finire il cielo, l’autrice de La ragazza drago e Il destino di Cetus, racconta una storia diversa, non quella di guerrieri, draghi e strane principesse, ma la sua, di un’adolescente che incontra il cielo e l’astrofisica ad undici anni. A colpirla e ad affascinarla è stato Stephen Hawking: non proprio lo scienziato in persona, ma un documentario che parlava di lui e del suo straordinario lavoro. L’immaginario di Licia è lì, in quel momento, che si spinge oltre il possibile con domande che la trafiggono per la loro bellezza e per l’impossibilità di fornire un’immediata risposta. Chiedendosi se è nato prima il tempo o prima l’Universo, la Troisi ragazzina si emozionò e rimase stupita da tanta bellezza e dall’immenso mistero nascosto nel cielo che sopra di noi ogni giorno ci accompagna. E’ con quel bagaglio di emozioni che la piccola Licia è diventata una donna e soprattutto una scrittrice capace di creare mondi immaginari. Insomma, dobbiamo dire grazie all’astrofisica e ad Hawking per aver dato alla Troisi scrittrice lune e pianeti e stelle interiori per dar vita a paradisi fantasy dove vivono le sue storie. In un racconto personale, pieno di domande e di mistero, Dove va a finire il cielo è un toccante ricordo, intriso di spettacolo, di meraviglia e di paura.
Titolo: La strada che mi porta a te
Autrori: Moriah McStay
Data di pubblicazione:  6 ottobre 2015
TRAMA
Una ragazza. Due storie. Timida, riservata e con pochi amici. Fiona Doyle ha metà volto sfigurato a causa di un incidente. Riempie montagne di taccuini con i testi delle canzoni che inventa e in cui riversa tutti i suoi sogni, le sue frustrazioni e il suo amore impossibile per Trent, il golden boy della scuola. Vorrebbe trovare il coraggio di esibirsi in pubblico, ma farlo significherebbe mettersi alla mercé degli altri e lasciarsi giudicare solo per le maledette cicatrici che porta sul viso. Qualcosa, però, sta per cambiare… e presto Fiona scoprirà che lei è molto di più di quello che gli altri vedono. E se l’incidente non fosse mai accaduto? Brillante, sicura di sé e con un unico obiettivo: diventare una stella dello sport. Fi Doyle non ha tempo per le storie d’amore, specialmente se a provarci è il suo migliore amico, Trent. Ma quando la fortuna le volta le spalle, costringendola a interrompere la carriera sportiva, Fi si ritrova per la prima volta a fare i conti con se stessa. E con una domanda che potrebbe cambiare il corso della sua vita per sempre: Fi può essere di più di ciò che tutti vedono?

Titolo: Bellezza Crudele
Autrice: Rosamund Hodge
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
TRAMA
Costretta a fidanzarsi con il malvagio governatore del suo Regno, la giovane e determinata Nyx sa che il suo destino è sposarlo, ma per coronare il suo sogno più segreto: ucciderlo e liberare finalmente il popolo dal giogo di quella crudele tirannia. Eppure nel giorno del suo diciassettesimo compleanno – quando la ragazza si trasferisce con lui nel castello sulla cima più alta di tutto il Paese – capisce che nulla è come se l’era aspettato, soprattutto il nuovo marito, incredibilmente affascinante e seducente. Nyx sa che deve salvare la sua gente a tutti i costi, eppure resistere al suo nemico giurato sta diventando sempre più difficile perché lui è ben deciso a conquistare il cuore della sua sposa.
Con il suo romanzo d’esordio, Bellezza crudele, Rosamund Hodge ci regala una favola romantica, che farà sognare le lettrici, e inaugura una nuova saga che vede protagonista la coraggiosa eroina Nyx.

Titolo: Il canto del ribelle
Autrice: Joanne Harris
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
TRAMA
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui. Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.
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Titolo: Il dominio del fuoco
Autrice: Sabaa Tahir
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
TRAMA
Il libro racconta le vicende della schiava Laila, che vive asseme alla famiglia nei recessi più poveri dell’Impero. Nessuno dei suoi familiari oserebbe opporsi all’Imperatore, ma quando il fratello maggiore di Laila viene arrestato per tradimento, lei è costretta a compiere una scelta cruciale. Pur di salvare il fratello stringerà un patto con i ribelli, rischiando la propria vita: spierà dall’interno le mosse della più grande accademia militare dell’Impero. Lì Laila incontra Elias, il miglior soldato dell’accademia, ma anche il più ribelle. L’unico desiderio di Elias è quello di liberarsi della tirannia che opprime lui e il popolo, la stessa tirannia che ora lo costringono a venerare. Ben presto sarà chiaro che i destini di  Laila ed Elias sono intrecciati: la loro unione potrà cambiare forse il corso della vita dell’umanità.
 Nel seguito vi riporto un estratto del libro:

“Mio fratello maggiore torna a casa nelle ore buie prima dell’alba, quando perfino i fantasmi riposano. Puzza di acciaio e carbone e fornace. Puzza di nemico.

Infila il corpo da spaventapasseri attraverso la finestra, posa i piedi nudi, silenziosi, sul tappeto di giunchi. Il vento caldo del deserto lo segue all’interno e fa frusciare le tende morbide. Il blocco da disegno gli cade a terra, e lui lo calcia in fretta sotto il letto, come fosse un serpente.

Dove sei stato, Darin? Nella mia testa, ho il coraggio di fargli questa domanda, e lui si fida abbastanza di me da rispondere. Perché continui a sparire? Perché, se sai che il nonno e la nonna hanno bisogno di te? Che io ho bisogno di te?

In questi ultimi due anni, ho desiderato chiederglielo ogni notte. E ogni notte mi è mancato il coraggio. Mi è rimasto solo un fratello. Non voglio che mi tagli fuori come ha fatto con tutti gli altri.

Ma stanotte è diverso. So cosa c’è nel suo blocco da disegno.

So cosa significa.

“Non dovresti essere sveglia.” Il mormorio di Darin mi riscuote dai miei pensieri. Ha un intuito felino per le trappole: l’ha preso da nostra madre.

Mentre accende la lampada, mi alzo a sedere. Far finta di dormire non ha senso. “L’ora del coprifuoco è superata da un pezzo, e ho sentito passare tre pattuglie. Ero preoccupata.”

“So come evitare i soldati, Laia. Sono superallenato.” Appoggia il mento sul mio letto e mi sorride col sorriso dolce, sbilenco di nostra madre. Uno sguardo familiare, quello che mi rivolge quando mi sveglio da un incubo o quando restiamo senza grano. Andrà tutto bene, dice quello sguardo.

Prende il libro sul mio letto: Incontri della notte. “Il titolo è inquietante. Di cosa parla?”

“L’ho appena cominciato. Parla di un ginn che…” Mi fermo. Astuto, molto astuto. A Darin piace ascoltare storie tanto quanto a me piace raccontarle. “Dove sei stato? Il nonno ha avuto una decina di pazienti stamattina.”

E siccome non può fare tutto da solo, mi è toccato sostituirti. E così non ho potuto aiutare la nonna nel riversare la marmellata del bottegaio nei vasetti. Ma non ha finito. E ora lui non ci pagherà, e quest’inverno moriremo di fame, e perché mai, dei del cielo, a te non importa nulla?

Dalla faccia di Darin il sorriso è già svanito. “Non sono tagliato per fare il guaritore. Il nonno lo sa.”

Vorrei lasciar perdere, ma poi penso alle spalle curve del nonno stamattina. Penso al blocco da disegno. “Il nonno e la nonna dipendono da te. Parla con loro, almeno. Sono mesi che…”

Aspetto che mi dica che io non capisco. Che dovrei lasciarlo stare. Ma lui scuote semplicemente la testa, si lascia cadere sul letto e chiude gli occhi come se non avesse voglia di ribattere.

«Ho visto i tuoi disegni.” Le parole mi schizzano fuori di colpo, e Darin si rialza in un istante, col viso impietrito. «Non ti stavo spiando”, spiego. “Si è staccata una pagina. L’ho trovata stamattina, mentre cambiavo il tappeto.”

«Ne hai parlato coi nonni? L’hanno visto?”

“No, ma…”

“Laia, ascoltami.”

Per tutti gli inferi, non voglio sentirlo. Non voglio sentire le sue scuse.

«Quello che hai visto è rischioso. Non devi parlarne con nessuno. Mai. Non è solo la mia vita a essere in pericolo. Ci sono altri…”

“Lavori per l’Impero, Darin? Lavori per i marziali?”

Credo di leggergli la risposta negli occhi, e sto male. Mio fratello tradisce il suo popolo? Mio fratello sta dalla parte dell’Impero?

Se avesse fatto incetta di grano, o venduto libri, o insegnato ai bambini a leggere, avrei capito. Sarei orgogliosa di lui per avere fatto ciò che io non oso fare.

L’Impero assalta, imprigiona e uccide per “crimini” del genere, ma insegnare l’alfabeto a una bambina di sei anni non è una cattiva azione… Non per come la vede la mia gente, non per noi dotti.

Ma quello che Darin ha fatto è disgustoso. È un tradimento.

“L’Impero ha ucciso i nostri genitori”, sussurro. «Nostra sorella.” Vorrei inveire, ma le parole mi muoiono in gola.

I marziali hanno conquistato le terre dei dotti cinquecento anni fa e, da allora, non hanno fatto altro che opprimerci e schiavizzarci. Un tempo, l’Impero dei Dotti ospitava le università e le biblioteche migliori del mondo. Ora, la maggior parte di noi non sa distinguere una scuola da un’armeria.

“Come hai potuto passare dalla parte dei marziali? Come, Darin?”

“Non è come pensi, Laia. Ti spiegherò tutto, ma…” Tace di colpo e, quando insisto per avere i chiarimenti promessi, mi zittisce subito con un gesto della mano. Alza la testa verso la finestra.

Attraverso le pareti sottili sento il nonno russare, la nonna rigirarsi nel sonno, il canto sommesso di una tortora luttuosa. Suoni familiari. Suoni di casa.

Darin sente qualcos’altro. D’un tratto impallidisce, e un lampo di paura gli accende lo sguardo. “Laia, è un’incursione.»

«Ma se lavori per l’Impero…” Allora perché i soldati se la prendono con noi?

«Non sto lavorando per i marziali.” Darin sembra calmo. Più calmo di me. «Nascondi il blocco da disegno. È quello che vogliono. È per quello che sono qui.” Poi schizza fuori della porta.

Io resto sola. Le mie gambe nude si muovono lente come lumache, le mie mani sono blocchi di legno. Sbrigati, Laia!

Di solito, l’Impero attacca in pieno giorno. I soldati vogliono che le madri e i figli dei dotti assistano. Vogliono che i padri e i fratelli vedano la famiglia di un altro uomo ridotta in schiavitù . Ma per quanto le incursioni diurne possano essere brutte, quelle notturne sono ancora peggio: sono quelle che l’Impero sceglie quando non vuole testimoni.

Mi chiedo se sia tutto reale. O se sia solo un incubo.

È reale, Laia. Muoviti.

Lancio il blocco da disegno fuori della finestra, dentro una siepe. E ` un misero nascondiglio, ma non ho tempo.

La nonna entra barcollando nella mia stanza. Le sue mani, così ferme quando rimesta recipienti zeppi di marmellata o mi fa le trecce, ora tremano come uccellini irrequieti, nell’urgenza che io mi muova alla svelta. Mi trascina nel corridoio.

Mio fratello è accanto alla porta sul retro. A fianco a lui c’è il nonno, coi capelli bianchi scarruffati come un mucchio di fieno e coi vestiti stropicciati, ma senza traccia di sonno nei solchi profondi del viso. Mormora qualcosa a Darin, poi gli porge un coltello da cucina, il più grosso di tutti. Non so perché si disturbi a farlo. Contro la lama di un marziale, fatta di puro acciaio di Serra, il coltello non potrà che frantumarsi.

“Voi ragazzi fuggite dal cortile posteriore”, dice la nonna, con gli occhi che guizzano da una finestra all’altra. “Non hanno ancora circondato la casa.”

No. No. No. «Nonna…” bisbiglio, incespicando quando lei mi spinge verso il nonno.

«Nascondetevi all’estremità orientale del quartiere…” La frase finisce in un rantolo, lo sguardo è incollato alla finestra sul davanti.

Attraverso le tende sfilacciate intravedo una faccia d’argento liquido. Mi si stringe lo stomaco.

“Una Maschera”, dice la nonna. “Scappa, Laia. Prima che entri.”

“E tu? E il nonno?”

“Li terremo a bada.” Il nonno mi spinge gentilmente fuori della porta. “Tieni per te i tuoi segreti, tesoro. E ascolta tuo fratello. Si prenderà cura di te. Vai adesso.”

Mentre la porta si chiude alle nostre spalle, sento che Darin mi afferra la mano. Cammina sciolto per fondersi nella notte calda, muovendosi silenzioso sulla sabbia friabile del cortile posteriore con una sicurezza che vorrei tanto avere anch’io. Ho diciassette anni e sono abbastanza grande per controllare la paura, ma mi aggrappo alla sua mano come se fosse l’unico appiglio solido di questo mondo.

Ripenso alle parole di Darin: Non sto lavorando per i marziali.

E allora per chi? In un modo o nell’altro è riuscito ad avvicinarsi alle fornaci di Serra almeno quanto basta per poter disegnare nel dettaglio il processo di creazione della risorsa più preziosa dell’Impero: la scimitarra ricurva e infrangibile capace di trafiggere tre uomini in un colpo solo.

Mezzo millennio fa, noi dotti ci siamo sgretolati sotto l’invasione dei marziali perché le nostre spade si sbriciolavano contro il loro acciaio di qualità superiore. Da allora, non abbiamo imparato nulla sulla lavorazione dell’acciaio. I marziali custodiscono i loro segreti come gli avari custodiscono l’oro. Chiunque venga sorpreso nei pressi delle fornaci della città senza una buona ragione – che si tratti di un dotto o di un marziale – rischia l’esecuzione.

Se Darin non è al servizio dell’Impero, come ha fatto ad avvicinarsi alle fornaci di Serra? E come hanno fatto i marziali a sapere del suo blocco da disegno?

Dall’altro lato della casa, un pugno batte forte sulla porta principale. Stivali che strascicano, lame che tintinnano. Mi guardo intorno furiosamente, aspettandomi di veder spuntare l’armatura argentata e i mantelli rossi dei legionari dell’Impero, ma il cortile è tranquillo. L’aria fresca della notte non riesce a impedire al sudore di scivolarmi giù per il collo. In lontananza, sento il rumore sordo dei tamburi proveniente da Rupenera, la scuola di addestramento delle Maschere. Quel suono intensifica la mia paura, una fitta acuta e pungente al centro del petto. L’Impero non spedisce quei mostri dalla faccia d’argento a ogni incursione.

Bussano di nuovo.

“Nel nome dell’Impero, vi ordino di aprire questa porta”, ingiunge una voce irritata.

Come fossimo una persona sola, io e Darin rimaniamo pietrificati.

“Non sembra una Maschera”, sussurra lui.

Le Maschere parlano sottovoce con parole taglienti come scimitarre. Nel lasso di tempo impiegato da un legionario per bussare e impartire un ordine, una Maschera sarebbe già entrata in casa e avrebbe ucciso chiunque avesse trovato sul suo cammino.

Darin mi guarda negli occhi e so che stiamo pensando la stessa cosa. Se la Maschera non è con gli altri soldati davanti alla porta principale, allora dov’è?

“Non temere, Laia”, mi dice. “Non permetterò che ti accada nulla.”

Vorrei credergli, ma la paura è una marea che mi strattona le caviglie e mi tira giù . Ripenso ai nostri due vicini: aggrediti, imprigionati e venduti come schiavi tre settimane fa. Contrabbandieri di libri, è stata l’accusa. Cinque giorni dopo, uno dei pazienti più anziani del nonno, un novantatreenne che riusciva a stento a camminare, è stato giustiziato in casa, con la gola tagliata da orecchio a orecchio. Collaboratore della Resistenza.

Cosa faranno i soldati ai nonni? Li metteranno in prigione? Li faranno diventare schiavi?

Li uccideranno?

Raggiungiamo il cancello posteriore. Darin si mette in punta di piedi per togliere il chiavistello, ma un rumore stridulo nel vicolo lo fa bloccare per un istante. Un leggero colpo di vento solleva una nube di polvere nell’aria.

Darin mi spinge dietro di sé. Mentre il cancello si spalanca con un gemito, lui tiene le dita strette intorno al manico del coltello; le sue nocche sono bianche per lo sforzo.

Il terrore mi corre lungo la spina dorsale. Sbircio nel vicolo nascosta dietro la schiena di mio fratello. Non c’è nulla là fuori a parte il lieve fruscio della sabbia che si muove. Nulla, se non l’accidentale folata di vento e le imposte chiuse dei vicini che dormono. Tiro un sospiro di sollievo e sorpasso Darin.

Ed ecco che, all’improvviso, la Maschera emerge dall’oscurità e varca il cancello.”

Cosa ne pensate? C’è qualcosa che ispira anche a voi?
Anima in penna

Resta anche domani

Buongiorno amici lettori,

oggi vi parlo di una duologia che ho sempre tenuto da parte perché avevo davvero paura che non fosse all’altezza delle aspettative. Poi ho visto il film tratto dal primo libro e mi sono convinta. Oggi vi parlo di:

 

Titolo: Resta anche domani

Autore: Gayle Forman

Data di pubblicazione: 5 maggio 2009

Genere: Young-Adult

Voto relativo al libro: 8

Voto relativo alla copertina: 8

Trama: Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l’ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l’amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l’emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?

 

Titolo: Resta sempre qui

Autore: Gayle Forman

Data di pubblicazione: 2 dicembre 2014

Genere: Young-Adult

Voto relativo al libro: 8

Voto relativo alla copertina: 7

Trama: Sono passati tre anni dall’incidente che ha cambiato per sempre la vita di Mia e Adam e che li ha separati. Solo la musica ha ricucito lo strappo che si è aperto nelle loro esistenze. Mia è un astro nascente della musica classica. Adam è una rockstar, inseguita e acclamata dai fan di tutto il mondo. I loro occhi tornano a incrociarsi per caso una sera a New York, durante un concerto di Mia alla Carnegie Hall. Mia, l’unico volto che Adam abbia mai cercato in quelli delle sue fan, e nei suoi ricordi. La musica fa vibrare il passato, risveglia emozioni perdute, colma i vuoti nel cuore di Adam. Quando le loro dita tornano a sfiorarsi, tutte le inquietudini si placano: l’alba svelerà a entrambi che la promessa che Adam ha fatto a Mia – il suo segreto, la sua vergogna – in realtà è la loro unica salvezza.

 

 

Vi dico subito che trovo il libro davvero ben riuscito. E’ difficile narrare la storia come una sequenza di deja-vu, ma l’autrice ci è riuscita davvero alla grande. Secondo me ha davvero una grande capacità comunicativa. Riesce a farti entrare nella storia e travolgerti solo raccontandoti episodi sparsi di una vita spezzata. La storia non è lineare, ma è studiata in modo da coinvolgere appieno il lettore. E’ come leggere un libro che inizia la narrazione dalla fine della storia per poi andare a ritroso.

I personaggi vengono svelati poco alla volta: le loro paure, i loro pensieri, la loro storia vengono raccontate tramite ricordi differenti. Come una sorta di puzzle, il lettore deve mettere insieme tutti i pezzi per avere una quadro della situazione completo.

Al lettore non capita mai, durante la storia, di accanirsi contro la protagonista per la scelta apparentemente semplice che deve prendere. In realtà l’autrice mette alla prova tutti ponendoci velatamente tra le righe la domanda: voi cosa scegliereste al suo posto? Se i pilastri importanti della vostra vita non ci fossero più a cosa potreste aggrapparvi per continuare a lottare? Quale sarebbe la vostra ancora di salvezza se attorno voi riusciste a vedere solo un infinito mare in tempesta senza un porto sicuro?

Tutta la situazione viene risolta da una supplica e da una promessa e sono queste due cause ad essere le protagoniste del secondo volume.

In “resta sempre qui” la situazione che si prospetta al lettore è precipitata, tutte le certezze del primo libro sono crollate e i motivi vengono svelati a poco a poco, lasciando il lettore a chiedersi per diverse pagine cosa sia successo. I due protagonisti devono intraprendere un giro notturno per New York per ritrovarsi e ricongiungerli con il lettore.

Passiamo a parlare dei due protagonisti:

Mia: è una violinista con un enorme talento. Amante della musica classica si trova a vivere con una famiglia rockettara, che, seppur non comprendendo i suoi gusti musicali la appoggia in tutto. Suo padre infatti faceva parte di una band punk, ma ha mollato tutto appena ha messo su famiglia. Mia si sente sempre diversa dal mondo che la circonda e ha difficoltà a integrarsi, ma è molto amata sia dalla famiglia, sia dalla sua migliore amica sia da suo ragazzo.

Adam è un grande musicista rock con la possibilità di sfondare davvero nel mondo musicale e si innamora perdutamente di Mia quando vede con quale trasporto suona il suo violoncello.

Il loro non è l’amore semplice e senza complicazione delle fiabe, anzi, deve affrontare numerosi ostacoli per rimanere a galla. Il problema maggiore è la musica che li unisce, ma allo stesso tempo continua ad allontanarli sempre di più. Tanto da portarli diverse volte davanti alla scelta: lui/lei o la musica? E ovviamente non c’è una risposta giusta e scontata.

Il lettore si strugge davanti a tutti questi ostacoli e molte volte non sa neanche come la situazione potrebbe risolversi.

Il primo libro secondo me è davvero ben riuscito, narrato alla perfezione e alcuni personaggi sono così ben caratterizzati da non poter fare a meno di volergli bene.

Il secondo libro è un po’ più scioccante, visto l’inizio piuttosto traumatico per il lettore, e il finale non sembra così scontato, ma forse meno bello e coinvolgente del primo. Tuttavia rimane anch’esso un buon libro e vale la pena leggerlo per capire come la storia si è evoluta

Per quanto riguarda le copertine devo dire che nella loro semplicità/banalità sono davvero ben studiate. Potete vedere che nella prima ci sono una serie di frammenti di immagini e di ricordi e, quindi, come vi dicevo prima, si intona perfettamente con lo stile del libro. La storia non è uniforme, ma spezzettata.

La seconda copertina, invece mi ricorda una sorta di puzzle quasi completato e non ancora perfettamente finito, come i nostri due protagonisti.

Concludendo reputo questa duologia una buona lettura, un po’ più complessa e profonda della classiche storie d’amore che vanno tanto di moda in questo periodo!

Inoltre è stato girato un film tratto dal primo libro, quindi a breve troverete un nuovo articolo della mia rubrica “dai libri ai film” :).

Leggete e fatemi sapere, mi raccomando!!

Anima in penna