Intervista a Diletta Brizzi

Buongiorno amici lettori,

ecco per voi una grossissima novità. Anima penna si affaccia sul mondo delle interviste agli autori dei libri.

Cominciamo alla grande con la bravissima Diletta Brizzi autrice di:

  • Take me into your hell, qui potere trovare la mia recensione;
  • L’eredità del serpente (She is my Sin Vol. 1);
  • Peccato d’amore (She is my Sin Vol. 2);
  • Il fascino del male.

dilettaDiletta Brizzi è nata nel 1989 e vive in un piccolo paesino in provincia di Pisa insieme alla famiglia e a cinque gatti. Studentessa universitaria, ha fin da piccola sviluppato la sua passione per la scrittura e per la lettura soprattutto di Urban Fantasy e di Young Adult a sfondo mitologico, tema di cui si è sempre interessata, approfondendo in particolar modo il pantheon greco, quello egizio e quello celtico. Da quasi due anni possiede un blog letterario, Atelier di una Lettrice Compulsiva, insieme al fidanzato Yvan.

Se vi va di dare un’occhiata al suo blog ecco a voi il link:

http://dilettabrizziautrice.blogspot.it/

 

Allora cominciamo con l’intervista!!!!

Quando hai deciso di diventare una scrittrice e cosa ti ha spinto a intraprendere questo mestiere? E’ stato un percorso difficile?

Bella domanda… Ho deciso di intraprendere questa strada nel 2011. Prima di allora mai avei immaginato di potermi cimentare pubblicamente in queste cose. Fin da piccola ho sempre scritto fan fiction o racconti che tenevo in un floppy disk. Certo, li avevo fatti leggere ad alcune persone e ritenevano il lavoro buono, quindi alla fine mi sono buttata nella mischia. Il percorso ovviamente è stato difficile, ci sono alti e bassi come in ogni “mestiere”, persone che ti vanno contro e che cercano in tutti i modi di affossarti ma anche persone che fanno di tutto per spronarti ad andare avanti. Di delusioni ne ho avute tante ma le vittorie sia personali sia pubbliche sono state di più. Non ho mai voluto abbandonare questo sogno di diventare una scrittrice – perché attualmente mi definisco scribacchina – né mai lo farò.

Quali sono gli autori che hanno influenzato il tuo stile? Quali sono i tuoi libri preferiti e qual è l’ultimo libro che hai letto?

Sicuramente Gena Showalter con la saga Demons of the Underworld, molti lettori hanno paragonato il mio modo di scrivere al suo e questo non può che farmi piacere. Di libri preferiti ne ho troppi però quelli che tengo sempre sul comodino sono: Jane Eyre di Charlotte Bronte, Goddess of Spring di P.C. Cast e A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas.

L’ultimo libro letto è Ogni maledetta volta di Angela D’Angelo edito dalla Rizzoli nella collana Youfeel. F A V O L O S O.

Come è nato il tuo amore per la mitologia? Da dove prendi ispirazione per i tuoi romanzi?

L’amore per la mitologia è nato quando ero piccola. Ero fissata con l’Egitto, i loro usi e costumi. La sua mitologia mi ha sempre affascinato molto e da questa mi sono collegata ad altre mitologie come quella celtica per poi finire a quella greca e giapponese che rimane la mia preferita. Per Take me into your Hell ho preso l’ispirazione proprio dal mito greco di Ade e Persefone, cercando però di personalizzarlo. Molti infatti credono che Persefone fosse relegata con Ade negli Inferi contro la sua volontà…ma se così non fosse? Se Persefone avesse deciso di rimanere di sua volontà?

La saga She is my Sin trae la sua origine dal Libro dei Vigilanti ma si mescola anche con alcune leggende e miti come quelli greci (Il pianto del Sole di prossima uscita) o quelli mesopotamici (La settima soglia di prossima uscita) per mostrare come il corpus di miti e credenze di tutti i popoli possa essere perfettamente amalgamato avendo una comune origine mesopotamica. Per questo mi avvalgo anche delle conoscenze mitologiche del mio fidanzato, Yvan Argeadi.

Quanto tempo serve per far nascere un romanzo? E quali sono le difficoltà maggiori?

Un romanzo nasce da una scintilla, da un’idea. Possono volerci pochi minuti per avere bene in mente la trama generale, come è stato per Take me into your Hell, oppure giorni e giorni, come è avvenuto per la She is my Sin Saga. La difficoltà maggiore è mettere tutte le idee che hai in mente su carta, cercare di non cadere mai nel banale e soprattutto avere la giusta ispirazione per scrivere. Molte volte mi sono ritrovata a riscrivere interi capitoli perché non mi piaceva come li avevo scritti precedentemente.

E’ difficile scrivere un romanzo a quattro mani? Quali sono i pro e i contro?

Dipende dalla persona con cui decidi di scrivere un romanzo. Io ho avuto la fortuna di scrivere Take me into your Hell insieme a Yvan. Questo romanzo ha sì radici mitologiche tuttavia viene approfondita la storia d’amore tra Ade e Persefone quindi la scrittura di entrambi è risultata molto naturale e soprattutto siamo riusciti a rendere molto simile il nostro stile di scrittura. I pro ovviamente sono dividersi il lavoro a metà, sostenerci a vicenda con le nostre idee. I contro ovviamente sono i periodi “no ispirazione”. Abbiamo impiegato un anno a completare il romanzo sia per questo motivo sia per lavoro. Non avevamo molto tempo a disposizione ma ce l’abbiamo fatta.

Fra i romanzi e racconti che hai scritto a quale sei più legata? Qual è il personaggio che ritieni sia maggiormente riuscita?

Questa è in assoluto la domanda più difficile che mi hai fatto. Tutti i romanzi e racconti che scrivo (e quindi tutti i loro protagonisti) sono parte integrante di me, tutte hanno una parte di me: Aurora de L’Eredità del Serpente è riflessiva, Dike di Peccato d’Amore è impulsiva e sognatrice, Elizabeth Bathory sa essere spietata coi suoi nemici. Se proprio devo scegliere un personaggio e quindi un romanzo al quale sono più legata è Persefone e Take me into your Hell. Questo è il primissimo romanzo che ho pubblicato e il fatto che lo abbia scritto a quattro mani con Yvan Argeadi ha un valore aggiunto. Persefone penso che racchiuda in sé tutto ciò che sono, sa essere impulsiva e riflessiva, spietata e dolce, amica fedele, donna innamorata.

Quale suggerimento daresti a un giovane sognatore che tenta di farsi strada nel mondo della scrittura? Reputi che l’autopubblicazione potrebbe essere una buona soluzione?

L’unico consiglio che voglio dare è questo: non vi arrendete mai, anche quando vi sbatteranno le porte in faccia, quando tenteranno di mettervi i bastoni tra le ruote… Seguite il vostro sogno e lottate con le unghie e coi denti per realizzarlo.

L’autopubblicazione per me è stata una buona soluzione, avevo inviato i manoscritti a svariate case editrici ma nel frattempo mi sono autopubblicata e tornassi indietro rifarei tutto. È il modo migliore per mettersi in contatto diretto coi lettori e farsi conoscere. Sei in prima linea e riceverai sia onori che oneri ma ne vale la pena.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Attualmente voglio concludere la She is my Sin Saga composta da otto racconti poi sto scrivendo un urban fantasy a quattro mani con un’altra scrittrice e ho altri due progetti all’attivo: uno dedicato ai vampiri e l’altro dedicato al Giappone.

 Per finire, ti propongo un rovesciamento di ruoli: c’è una domanda che desideri fare tu ai tuoi lettori? Cosa vorresti dire a chi sta dall’altra parte dei tuoi libri?

La domanda che voglio fare è questa: nei miei libri esploro il calore della luce e il fascino dell’oscurità. Voi da che cosa siete più affascinati?

Per concludere citerò una frase di Shakespeare tratta da Sogno di una notte di mezza estate:

“Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno.”

 

Per rispondere alla sua domanda io devo ammettere che l’oscurità non mi affascina, ma trovo intrigrante la scintilla di luce che a volte si trova all’interno dell’oscurità!

Voi come la pensate amici lettori?

Anima in penna

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