The Help

Buongiorno amici lettori,

questo è davvero un libro rivelazione. Uno dei migliori che io abbia letto ultimamente:

 

Titolo: The Help

Autore: Kathryn Stockett

Data di pubblicazione: 3 gennaio 2013

Genere: Narrativa

Voto relativo al libro: 9

Voto relativo alla copertina: 7

Trama: È l’estate del 1962 quando Eugenia “Skeeter” Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l’altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all’amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.

 

So di non aver dato molti 9 come voto del libro nella mia vita di blogger, ma questo se lo è decisamente meritato.

Non ho trovato un solo difetto a questo libro. Davvero stupendo.

La storia è profonda e toccante, raccontata con maestria. Il punto di vista non è singolo, anzi, ne abbiamo addirittura tre e questo aiuta a non far calare la storia e a non avere momenti morti.

Aibileen è la prima voce narrante che incontriamo. Lei è una signora di colore, una domestica da tutta la vita. Ha cresciuto ben 17 bambini bianchi, ma non ha potuto crescere suo figlio. Deve sopportare continue umiliazioni e amare bambini che non sono i suoi.

Skeeter è la seconda voce narrante e divide il ruolo di protagonista con Aibileen. Lei è una ragazza bianca e, a differenza delle sue coetanee non è sposata, non ha figli, ha finito l’università e desidera lavorare come scrittrice. Lei è stata cresciuta da una domestica di colore molto amorevole all’ombra di una madre autoritaria. Il suo desiderio di una vita diversa dalle sue coetanee la porta a pensare fuori dagli schemi e a immaginare un libro scritto con le storie delle donne di colore.

Minny è una domestica di colore fuori dal comune, è tosta e decisa e raramente riesce a tenere a bada la sua linguaccia o il suo caratteraccio. Lei risponde male e non subisce a testa basta le ingiustizie. Ha alle spalle una famiglia numerosa e un marito ubriacone e manesco. Grazie a un sotterfugio ha cominciato a lavorare per una donna che aveva proprio bisogno della sua energia.

Queste tre donne intrecceranno le loro storie per dar vita a un grande capolavoro capace forse finalmente di cambiare le cose.

Le scene razziste non mancano, ma il libro non vuole soffermarsi su queste, che fanno solo da sfondo alla vita di queste donne, tuttavia aiutano comunque a far capire quale fosse la situazione.

Queste donne sono attorniate da donne bianche alle quali interessa solo del loro posto nella comunità. E’ Hilly ha tenere le redini di tutto, a decretare che le domestiche non possano andare in bagno nello stesso luogo dei bianchi e a escludere qualcuno dalla sua combricola per motivi futili. Elisabeth invece è una donna debole che cerca di stare dietro a Hilly e ha un pessimo rapporto coi suoi figli.

Alcune signore bianche sono gentili e comprensive con le proprie domestiche, altre sono perfide e dispotiche.

Il libro non denuncia tutto e tutti, sa rendere giustizia a coloro che considerano le domestiche come persone di famiglia.

E’ bello vedere come le giovani donne che sono state cresciute da domestiche di colore abbiano evoluto il rapporto nei loro confronti.

Alcune sono diventate matrone dispotiche come le loro madri, dimenticandosi dell’amore che queste donne gli hanno offerto, altre invece sono rimaste legate alle loro domestiche.

Momenti di vita ordinaria si alternano perfettamente con eventi eccezionali.

E’ importante che venga trattato il tema del razzismo perché purtroppo è un argomento sempre attuale. Anche oggi discriminiamo e consideriamo inferiori le persone che hanno un colore di pelle diverso dal nostro, o sono nati in un paese diverso. Certe persone dicono che ci stanno “invadendo”, ma non capiscono che non c’è un noi e un loro, non siamo dei popoli separati, i confini di uno stato non possono imprigionare le persone dentro e respingere le persone fuori.

Forse le nostre generazioni hanno bisogno di un nuovo libro come questo per aprire davvero gli occhi.

Su questo libro è stato anche girato un film. Che diventerà il prossimo articolo della mia rubrica “dai libri ai film”

Quindi concludendo dovete assolutamente leggerlo, secondo me è uno di quei libri che non potete lasciarvi sfuggire!

Anima in penna

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