Nashira e il destino di Cetus

Buongiorno amici lettori,

oggi vi parlo dell’ultimo capitolo della saga di Nashira firmata dalla famosa scrittrice italiana Licia Troisi.

 

Titolo: Il destino di Cetus

Autore: Licia Troisi

Data di pubblicazione: 28 aprile 2015

Genere: Fantasy

Voto relativo al libro: 5,5

Voto relativo alla copertina: 8

Trama: Talitha ha oltrepassato il confine che da millenni separa i popoli della superficie di Nashira dagli Shylar, gli esseri immortali che dimorano nel sottosuolo. Laggiù, dove il tempo è un eterno presente, si nasconde la chiave che forse potrà fermare le esplosioni di Cetus, il sole che ciclicamente distrugge ogni forma di vita in un’apocalisse di fuoco. Intanto un arcano incantesimo ha riportato in vita Saiph per ricongiungerlo a Talitha e ai guerrieri che la accompagnano nella missione. Nei meandri di Shyla scopriranno un mondo multiforme e traboccante di vita, abitato da animali feroci e creature simili a divinità. L’energia magica che lo pervade è governata da regole misteriose e l’enigmatica Nera, guida spirituale degli Shylar, farà qualsiasi cosa per preservarla, a costo di allearsi con l’essere più abietto che calpesta la terra di Nashira: Megassa, padre di Talitha che ha votato la sua vita alla distruzione della figlia e dei suoi alleati…

 

Trovo davvero difficile scrivere questa recensione. Io che ho amato molto le prime opere di quest’autrice trovo doloroso scrivere questa stroncatura.

Licia Troisi è stata capace di emozionarci e di trasportarci in una terra di avventure, guerre e amori nel Mondo Emerso.

Purtroppo questa nuova saga non ha tutte le carte in regola delle storie precedenti.

L’idea su cui si fonda il regno di Nashira è davvero originale, un pianeta in cui le stagioni non ruotano e dove l’aria non è ovunque distribuita uniformemente e i due soli sembrano dettare il tempo della vita su Nashira.

Anche la divisione in caste è ben studiata e di certo è una tematica molto moderna e reale.

Il primo libro è davvero ben fatto. Introduce perfettamente in questo nuovo mondo e invoglia a scoprire come proseguirà la storia.

Purtroppo è tutto il resto che non viene sviluppato adeguatamente. La storia non tiene e i colpi di scena sono poco credibili. Le soluzioni ai problemi sono semplicistiche e banali, poco studiate.

I due libri centrali sono quasi completamente inutili ai fini della storia. I personaggi hanno poco spessore e i sentimenti sono trattati in mondo davvero semplicistico e minimale.

Alcune scene sembrano essere buttate lì a caso per riempire i buchi. Alcuni personaggi si muovo da un posto all’altro come fossero teletrasportati in base alla convenienza.

Talitha e Saiph sono i personaggi protagonisti di questa storia.

Talitha è nata in una famiglia nobile, da un padre prepotente e arrivista, una madre vittima silenziosa delle angherie del marito e una sorella adorabile che le viene strappata via troppo presto.

Saiph è uno schiavo, nato da schiavi. Sa qual è il suo posto e cerca di servire al meglio Talitha e la sua famiglia.

Sono loro che intraprenderanno quasi casualmente il viaggio per la salvezza di Nashira.

Durante il viaggio incontrano nuovi amici e alleati preziosi, ma anche persone disposte a tutto per ottenere quello che vogliono, che sia la vendetta, il potere o la vita eterna.

Civiltà perdute, catastrofi che si ripetono inesorabilmente, popoli alieni. Come dicevo tutte queste sarebbero carte vincenti per ottenere un buon libro, ma purtroppo le idee sono poche e stiracchiate, molte volte banali.

Sembra quasi che i libri siano stati scritti in fretta e furia per mantenere le strette tempistiche di pubblicazione. D’altronde pochissimi scrittori pubblicano un libro ogni sei mesi.

Forse avrei preferito attendere i libri anche uno/due anni, ma leggere una storia avvincente e ben strutturata.

Devo dire che la saga si è un po’ ripresa nel finale, dove l’autrice ha cercato di tirare le poche fila rimaste, cercando di risolvere le situazioni impossibili che si erano create.

Ribadisco che forse senza il secondo e terzo libro la saga sarebbe stata un po’ meno noiosa e stiracchiata.

Spero davvero con tutto il cuore che Licia Troisi ritrovi le ispirazioni delle prime saghe e ritorni  regalarci nuove magnifiche saghe.

Infine parliamo della copertina. Come ormai ben sapete ho una certa venerazione per Paolo Barbieri e questo caso non fa eccezione. L’uso dei colori e la fisionomia sono sono perfetti e invogliano i lettori a prendere in mano il libro dagli scaffali delle librerie. Non ho mai assistito ad un suo insuccesso e spero di non assistervi mai :). Peccato davvero che per la ristampa delle vecchie saghe di Licia Troisi sia stato rimpiazzato.

Voi cosa ne pensate?

Anima in penna

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