Gens Arcana

Buona sera tutti,

eccomi di nuovo tra voi con una nuova recensione.

Questa volta vi parlo di un libro che ho finito di leggere da poco scritto da un’autrice italiana. Il libro è:

 

Titolo: Gens Arcana

Autore: Cecilia Randall

Data di pubblicazione: 19 ottobre 2010

Genere: Fantasy

Voto relativo al libro: 7

Voto relativo alla copertina di anima in penna: 8,5

Trama: Firenze, 1478. Valiano de’ Nieri è discendente di una delle più antiche e nobili famiglie italiane di Arcani. Essere Arcano significa poter invocare la quinta essentia, il quinto elemento di Natura capace di combinarsi con gli altri quattro – Aria, Acqua, Terra e Fuoco – e di governarli. Il potere arcano è immenso e può determinare le sorti dell’umanità intera: per questo si tramanda solo attraverso il lignaggio del sangue e va protetto e tenuto segreto. Ma Valiano ha rifiutato i suoi poteri e la sua “predestinazione”, è fuggito e cerca di vivere normalmente lavorando come apprendista liutaio. Quando però suo padre Bonconte muore in circostanze misteriose e il suo amato fratello Angelo viene rapito, Valiano capisce di non potersi più sottrarre al proprio destino: il machiavellico cugino Folco de’ Nieri sta scalando il potere all’interno della famiglia e, pur di realizzare la sua ambizione, è pronto a sfruttare una conoscenza proibita – e Valiano deve fermarlo. Sullo sfondo della magnifica Firenze di Lorenzo de’ Medici, le gesta arcane si mescolano a quelle della congiura dei Pazzi in un vortice a cui nulla e nessuno potrà sottrarsi…

 

Partiamo dalla copertina. Paolo Barbieri non sbaglia mai. E’ riuscito a rappresentare magnificamente una delle immagini più complesse del libro e ha deciso di raffigurare, non il personaggio principale della storia, ma sicuramente quello più interessante e lo sfondo cupo e sfocato rispecchia in pieno gli animi e l’ambientazione del libro.

Adesso parliamo del soria.

Innanzitutto voglio premettere che reputo la Randall una grandissima scrittrice. I suoi libri sono studiati, pensati, ragionati. Si vede che le sue storie sono già completamente formate nella sua mente quando mette i suoi pensieri nero su bianco. I personaggi e le loro scelte sono quasi sempre credibili.

Passiamo ai personaggi:

Valiano: erede si una pesante eredità, che decide di abbandonare tutto per vivere una vita normale anche se dentro di lui scorre puro sangue di arcano. Diciamo che guardando la storia nel suo complesso spende la maggior parte della sua vita per allontanarsi dalla sua famiglia e dal futuro già scritto per lui, per tornarci alla fine del libro. La sua storia è piena di colpi di fortuna. Non ha mai studiato per diventare un arcano, ma le magie gli riescono sempre.

Manente: è il personaggio più riuscito del libro. Dentro di lui convivono due entità e la sua vita è appesa a un filo. E’ una persona forte e determinata, ma dentro di lui c’è un animo buono bisognoso di affetto. Le difficoltà hanno temprato il suo fisico e il suo animo. Ha difficoltà a legarsi, ma alla fine rischia anche la vita per i suoi amici. Una delle scene più belle del libro riguardano il suo rapporto con l’elementare della terra.

Selvaggia: è un bel personaggio anche se si butta un po’ troppo nella mischia contando le sue capacità, ma considerando che salva la vita a tutti un po’ di volte la possiamo accettare. E’ una ragazza cresciuta per strada, ma che sa cavarsela e sa lottare per le persone che ama.

Della storia, mi piace come gli eventi fantasy si amalgamino con la storia vera di Firenze. Si vede che la Randall ha studiato Firenze nei minimi particolari prima di scrivere questo libro. A partire dagli eventi per arrivare ai vestiti e al cibo, tutto è realistico.

Tuttavia la storia di per sé non mi ha coinvolto. La storia è originale, ma piatta e troppo diluita. Se si analizza il libro con razionalità in tutta la storia non succedono molte cose e la scrittura non è accattivante. Questo libro non fa nascere nel lettore l’irrefrenabile voglia di leggere, sapere come prosegue. E’ difficile trovare un personaggio in cui immedesimarsi e le descrizioni sono troppo approfondite. La narrazione invece di descrivere brevemente l’ambiente circostante si sofferma su ogni piccolo dettaglio.

L’unica scena che è riuscita davvero a emozionarmi è quella tra Manente e Valiano.

Mi spiace dire che non mi sento di promuovere in pieno questo libro. Promuovo sicuramente l’autrice per l’impegno con cui si è dedicata a questa storia, ma purtroppo non è riuscita a coinvolgermi.

Tuttavia vi consiglio di provare a leggerlo e mi raccomando ditemi cosa ne pensate!

Anima in penna

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