Wool

Buona sera tutti,

ecco di nuovo tra voi con una nuova recensione.

Come saprà chi mi segue sulla mia pagina di pagina di facebook (https://www.facebook.com/pages/Anima-in-penna/633777176745341?fref=ts) il libro che mi ha tenuto compagnia in questo periodo è questo:

 

Titolo: Wool (Saga Silo)

Autore: Hugh Howey

Data di pubblicazione: 16 ottobre 2013

Genere: fantascienza

Voto relativo al libro di anima in penna: 7

Voto relativo alla copertina di anima in penna: 7

Trama: Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti i tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com’è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l’ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.

 

Nel seguito vi riporto il grafico che esprime il mio gradimento sul libro:

Pgplot

 

Diciamo che all’inizio avevo delle buone aspettative che cominciando il libro sono state più che confermate.

All’inizio il libro è partito alla grande, con personaggi non protagonisti che si alternavano con il loro punto di vista su una situazione che all’inizio non è troppo chiara al lettore che cerca di mettere insieme gli indizi.

Questa parte è davvero bellissima e i colpi di scena non te li aspetti davvero. Secondo me è una dote fantastica riuscire a fornire tutti gli indizi al lettore senza svelare cosa sta per accadere.

Appena, però il libro entra nel vivo, perde tutto il suo fascino, la storia diventa più scontata, le emozioni meno profonde e i personaggi più piatti.

Juliette la protagonista è arguta e furba con un passato difficile. Tramite i suoi occhi e le sue scoperte si scopre cosa è accaduto al nostro mondo e il perché dei silo, ma la storia viene tirata talmente per le lunghe che quasi il lettore si disinteressa a quello che dovrebbe essere il mistero principale (della serie: se non me lo vuoi dire pazienza… :)).

Lukas l’altro personaggio di spessore, in realtà non ha una personalità definibile, viene trasportato un po’ dalle persone e dagli eventi anche se alla fine fa la scelta giusta.

Devo dire che, a parte i “non protagonisti” iniziali, l’unico personaggio che mi è piaciuto è Solo. Lui è ben riuscito e sviluppato credibilmente in base alla sua situazione.

Il finale si riprende un po’, ma non abbastanza da convincermi a buttarmi subito sul seguito. Ebbene si, a tutto questo c’è un seguito. La saga è composta da altri due libri: Shift e Dust.

Forse, alla fine di tutto, sebbene a me piacciano molto i libri distopici post apocalittici, quello che mi ha infastidito è stata l’estrema lentezza del libro perché, pensandoci bene, succede ben poco.

Infine parliamo della copertina. Mi piace e rende l’idea di desolazione con l’alternanza di arancione e ombre nere. Devo dire tuttavia che non capisco cosa centri la ruota panoramica….

Su questa saga verrà prodotto un film. I diritti del film sono stati acquisiti dalla 20th Century Fox; e i registi Ridley Scott e Steve Zaillian si occuperanno della trasposizione cinematografica. Magari con i dovuti adattamenti potrebbe rendere bene sul grande schermo.

In sostanza la domanda è: ve lo consiglio? La risposta è NI. Leggete, valutate e fatemi sapere :).

Anima in penna

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